Aborto


Rispetto le convinzioni di tutti, purché non travalichino il limite di privare altri della propria libertà di scegliere, per non parlare della vita. Una vita esistente ed attuale, non solo potenziale ed immaginata …

Una scelta agita non necessariamente comporta una convinzione totale e totalizzante. Una persona può conoscere e soppesare intellettualmente tutti gli aspetti positivi e negativi implicati in una determinata scelta e tuttavia, nel passare al momento operativo, dovrà optare per una sola delle strade percorribili: dubito che esistano donne che decidono allegramente di abortire.

La maternità segna un passaggio fondamentale nel ciclo vitale di una donna e la gravidanza comporta tutte quelle trasformazioni fisiche, ormonali e psicologiche tumultuose che, analogamente a quanto avviene in adolescenza, segnano un momento di crisi e cambiamento della immagine di sé e della identità personale. Nel migliore dei casi la crisi si risolve in una crescita, ma, a seconda degli equilibri (o squilibri) emozionali preesistenti, la crisi può essere più o meno profonda ed anche dolorosa: il momento è delicato e di grande fragilità psicologica. Chi giudica non aiuta e nessuna donna può essere obbligata a diventare madre se non si sente pronta per questo.

Fra tutti coloro che sproloquiano, solo lei è l’unica che mette in gioco fino in fondo la propria vita e la propria salute (una vita già esistente). La donna che sceglie di abortire perché troppo giovane o troppo  povera o troppo labile psicologicamente, sceglie letteralmente di buttare via il proprio sangue, di amputare una parte preziosa del proprio corpo: perché lo fa? Ma è ovvio! Perché è malvagia, perversa ed incosciente! Tale è la certezza del fanatico che presume di accampare diritti sulla vita e sul corpo di quella donna, in nome della Vita  Universale … quel fanatico convinto di essere l’unico depositario della verità e di poter occupare  il posto di Dio e decidere sulla vita e la morte della gente. E la morte non è solo quella che seppellisce un corpo sotto due metri di terra.
Ma tant’è la vita di una donna merita forse qualche attenzione? Non è forse solo l’oggetto posseduto ed il tramite attraverso il quale l’uomo perpetua la propria progenie? “vuole salvare la madre od il bambino?” : domanda da fare a Dio? No, solo fino a cinquant’anni orsono, era la domanda rivolta ai padri – mariti in caso di complicazioni del parto …
Gli deve essere piaciuto sentirsi Dio per un istante … difficile rinunciare.

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