Il suicidio


Il suicidio rappresenta un agito che letto nella forma più lineare possibile contiene almeno due valenze che chiamerò “riflessive”, vale a dire riferite a sé:
-          Una valenza di tipo regressivo che comporta una rinuncia alla individualità personale.
-          Una valenza di tipo aggressivo, quale distruttività auto diretta.
Questo tipo di agito, naturalmente, malgrado il soggetto che inizia e l’oggetto su cui l’azione si conclude, coincidano, può contenere anche diverse altre valenze, meno costanti delle prime due e, al contrario delle prime due, di carattere non “riflessivo”:  detto in termini espliciti, il suicidio può essere piuttosto che un segnale leggibile da altri, un vero e proprio messaggio diretto a terzi. Quest’ultimo aspetto può rivestire carattere di specificità, in rapporto alla particolare rete di relazioni di cui il soggetto in questione ha rappresentato il punto nodale.

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