Dalla parte dei bambini



Il quotidiano La Repubblica riferisce oggi dell'allarme lanciato dalla organizzazione "Save the children" per le condizioni di estrema indigenza e rischio in cui vivono 720.000 bambini in Italia, con maggiore concentrazione nelle regioni meridionali (417.000).
Tra questi ragazzi, che vivono in povertà, l'indice di dispersione scolastica raggiunge il 20% e comporta in conseguenza l'esposizione alla vita di strada con tutti i rischi di reclutamento e sfruttamento da parte della criminalità organizzata, visto che sono numerosi i comuni sciolti per camorra o mafia proprio nelle zone in cui più si concentra la povertà. A questo credo che si debba aggiungere il rischio di subire abusi di ogni genere, che pure è molto frequente tra i ragazzi che vivono in strada.
La spesa sociale per il supporto dell'infanzia disagiata risulta essere minima proprio nelle regioni in cui il fenomeno è più diffuso e grave. Nel meridione infatti tale spesa corrisponde mediamente ad un nono di quanto investito in altre regioni di Italia. 
Sono pressoché del tutto assenti servizi indispensabili, quali gli asili nido e le scuole a tempo pieno,
 benché, mi sia consentito, la tassazione imposta ai meridionali sia identica a quella delle regioni settentrionali, non un nono ....
La proposta dell'organizzazione "Save the children" è di scorporare l'investimento necessario ai servizi per l'infanzia dal "patto di stabilità" ed inoltre consentire un impiego privilegiato dei fondi europei, da contrattare per il periodo 2014 -2020 in quest'area.
Attualmente, a causa della crisi, la situazione va peggiorando ed il numero di famiglie in condizioni di povertà risulta incrementato del 2%.

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