La crisi del refuso



Quel Berlusco ci sta in rima col lambrusco, che, si sa, viene dal Nord: un ragazzo molto strano, che mi pare fosse un nano.
Non si sa se andava a scuola, se ubbidiva, se capiva, se poi forse era ubriaco: si voleva dileguare, ma poi eccolo tornare, col cappello ben calzato, pronto all'interrogazione.
Che ha imparato la lezione né si crede, né nessuno qui lo vede.
 E lui tuona e va dicendo:
- Io mi stavo concentrando su una cosa  di vittoria, non per pura vanagloria, ma  che poi ha fruttato solo questo  concentrato che è  rossiccio e imbratta tutto, ma che è assai meglio del blu, purché almeno non sia tu! Non è proprio il sangue blu e nemmeno il concentrato di tomato, tutto scarabocchiato, inguacchiato e rovinato che tanto ci assomiglia al tema di italiano, che io lo avevo consegnato pulito e quel professore dannato, me l'ha tutto ricamato con dei fregi rossi e blu, poi mi dice:
 "Non fa niente, sei soltanto un ignorante!"
"Professore! Ero distratto!"
"Però tu mi pari un matto: sono io persona seria e tu hai fatto strafalcioni!"
 "Ma che dice professore, non sa lei chi sono io? Mi si levi dai ..........!"
E così quel professore m' ha voluto censurato ed infine se n'è andato ... 
Siamo salvi o forse no, questo non ve lo dirò! -

Lì è rimasto con  un foglio, un grafema molto strano, che discese non ne fa, sale e sale, dove andrà?  
E Berlusca stralunato:
  "Ma non c'è la gravità?"
"Sta tranquillo: tornerà con un bello scivolone sopra a quello strafalcione ..."

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