Netanyahu e le sue elezioni del 22 gennaio



Il premier israeliano è atteso  oggi dal cancelliere Angela Merkel, l'ambasciatore, a sua volta, è già stato convocato per il pomeriggio.
La Germania non era favorevole al riconoscimento dello stato palestinese, come gli USA, ma certo nessuno si aspettava azioni di guerra in risposta, perché gli annunciati insediamenti risultano di fatto illegittimi ed equivalgono ad una invasione, ovvero ad una azione di guerra: questo è bene metterlo in chiaro.
Non si capisce perché Netanyahu ed il suo governo insistano nel definire il riconoscimento della Palestina "una provocazione" in effetti se fosse stata una provocazione, come loro sostengono, sarebbe stata una provocazione agita più che dalla Palestina da tutti gli stati che all'ONU hanno votato a favore del suo riconoscimento come stato. Non dovrebbe essere difficilissimo da capire ...
In effetti tanto la Palestina che gli altri stati hanno tentato di gettare le basi per una futura e prossima pacificazione, e di allontanare così lo spettro di un massacro e di un genocidio.
Netanyahu guarda alle prossime elezioni ed ha bisogno di dimostrare la forza del suo governo alle fasce di elettorato più rigide ed oltranziste,  ma chissà se anche in Israele non è nata finalmente un pò di voglia di pace, se questo interminabile conflitto non ha stancato, se molti israeliani non sono ormai disgustati dallo spettacolo del sangue, chissà se è proprio questa la politica vincente ...
Naturalmente è giusto che Israele sappia che resterà del tutto isolato in questa linea politica e che nessun altro vorrà rendersi responsabile delle conseguenze catastrofiche che una impostazione così chiaramente intimidatoria potrebbe generare.
Il fatto è che a volte bisogna riuscire a vincere e basta, dopo avere vinto non è mai consigliabile infierire crudelmente, umiliando o massacrando l'avversario: una tale condotta, infatti, aliena qualsiasi consenso.
La Palestina ha perso abbastanza,  né si può pretendere che i palestinesi accettino una sconfitta se il prezzo della sconfitta può essere solo la morte: in questo caso è  a chiunque evidente che tanto vale morire combattendo ...

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