"Chi non è d'accordo se ne va"




E Gesù disse: "in verità, in verità vi dico: chi non è con me è contro di me". Parola di Dio.
Questo sta naturalmente nei vangeli che risalgono ad un paio di millenni fa e rappresentano la rivelazione di dogmi religiosi.
Beppe Grillo fondatore del movimento o partito politico,  che dir si voglia, M5S, ieri scandiva in tv:
" chi non è d'accordo  se ne va" ed oggi dal notiziario di Rai news, si viene a sapere che ha ritirato il diritto all'utilizzo del logo di M5S ai consiglieri Salsi e Favia (rispettivamente comune di Bologna e regione Emilia Romagna). Sembra che non voglia polemiche e dissidi all'interno del partito e che per evitare o risolvere le situazioni di diversità di vedute non vi sia possibilità di andare ad un confronto, ma soltanto di conformarsi ai diktat del capo o in alternativa uscire, anche per chi già è  stato eletto e riveste cariche pubbliche, come esponente proprio  del  movimento 5 stelle.
Come è noto la Salsi è rea di avere partecipato alla trasmissione televisiva Ballarò, mentre Favia ha criticato il tipo di gestione del movimento ed il suo esponente Gianroberto Casaleggio.

Grillo si pone evidentemente come capo carismatico (in odore di santità) di un movimento rigidamente gerarchizzato, all'interno del quale più che esigere cieca obbedienza (cosa tipica di strutture totalitarie) si richiede invece una sorta di atto di fede completo ed acritico.
Tutto lo scontento e la protesta che in qualche modo ha finito per confluire nelle fila di questo movimento, sarà davvero pienamente identificabile e adeguatamente rappresentata dalla figura di Beppe Grillo?

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