Spread ed Austerity



Stamattina si aspettava la risposta dei mercati alle annunciate dimissioni di Mario Monti e la risposta non si è fatta attendere: è chiara e  forte, lo spread sale al di sopra dei 340 punti, oscilla tra 340 e 346, mentre appena la settimana scorsa si era attestato sotto i 300.
Ma cosa vuol dire questo? Vuol dire che lo stato deve pagare tanti interessi in più: denaro risparmiato col sacrificio delle famiglie che hanno stretto la cinghia adattandosi a pagare più tasse dirette ed indirette, rinunciando alla stabilità lavorativa e con quella al tenore di vita cui erano abituati.
La legislatura volgeva già al suo naturale compimento, anticipare le elezioni di un mese non cambia molto il quadro politico italiano, ma cambia la condizione economica e la fiducia che i cittadini si erano faticosamente conquistati con i propri sacrifici sul piano internazionale. Chi ha deciso di creare questo scompiglio, che sempre più somiglia ad una dimostrazione muscolare (lo faccio perché ho il potere di farlo) dichiara di averlo fatto "per il bene dell'Italia". Di quale Italia? Voglio dire l'Italia di quali aziende e di quali lobby? Certo non l'Italia di chi oggi risparmia sui regali di Natale!
In tutto questo l'unico dato confortante è che Monti con il suo gesto di dignità ha dimostrato primo di non essere disposto a derogare sul principio di rispetto dovuto alla propria persona, come certi altri politici che perdono e cambiano faccia mille volte pur di restare attaccati alla propria poltrona come una banderuola al perno girevole (con chi credeva di avere a che fare Alfano? Si vede che è abituato male ...) secondo è riuscito a vanificare il disegno mistificatorio ed elettoralistico del PDL.
Forse non basta, ma è già qualcosa. Non è stata condivisibile la politica di Monti, specie in rapporto alle promesse di "equità sociale" affermate all'insediamento, anche se ci è chiaro che in diversi casi questo può essere dipeso dalle camere  cui il governo deve sottoporre i propri provvedimenti, ma Monti ha lo spessore di un uomo politico e non è poco in un'epoca in cui corruzione e buffoneria la fanno da padroni.

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