Ed è polemica tra Susanna Camusso e Mario Monti




Le dichiarazioni del premier Monti oggi ad uno mattina hanno già scatenato la polemica e la prima ad esserne toccata è la Camusso, additata  dal premier uscente, insieme a Vendola, come "ala conservatrice" del PD: un'ala da "tagliare" nella sua estremità, suggerisce Monti a Bersani.
In effetti il suggerimento, peraltro contrario allo stile di Monti, abitualmente capace di consapevolezza e rispetto dei reciproci ruoli in politica, sembra una irritata reazione alla mancata firma della CGL all'accordo sulla produttività firmato dalle altre parti sociali.
Avrebbe potuto rispondere Bersani per precisare al professore, in ascesa politica che, una volta in politica, è sceso dalla cattedra e quindi il suo compito consiste ora nell'organizzare la propria area, mentre il segretario del PD saprà bene cosa fare in casa propria ... ma non è una coincidenza che invece abbia risposto la Camusso: lei è una sindacalista può,  vuole e deve cercare l'interesse dei lavoratori e si può permettere di entrare in polemica con chi vuole.
Bersani è un politico ed al momento tace, anche perché per lui è necessario aspettare le elezioni per capire come e con quali forze sarà possibile governare.
Monti in effetti non ha esitato a definire "conservatori e settari" anche parte dei parlamentari PDL capeggiati da Brunetta e per la verità sembra davvero un professore in una scolaresca litigiosa, che cerca di metter pace, bastonando un pò a destra ed un pò a manca i più facinorosi, per mantenere, a sua volta l'equilibrio e non sbilanciarsi troppo verso l'una o l'altra parte ...
Camusso lo considera una persona distante dal paese reale, che non comprende la situazione dei lavoratori.
La verifica in tutti i casi verrà dopo le elezioni e sui programmi.
C'è libertà di parola e di pensiero: nessuno deve essere "silenziato", bisogna ascoltare tutti, ma, se la storia insegna qualcosa, non dobbiamo dimenticare cosa è accaduto a Prodi e soprattutto ciò che è accaduto dopo Prodi ....
Se la situazione non sarà ottimale, tra i due mali, sempre meglio scegliere il minore: così la pensano anche gli operai che, in Valsusa, hanno accettato di ridurre il riscaldamento nell'ambiente di lavoro, sperando così di riuscire a conservare la loro occupazione.

Commenti

  1. hanno rotto i coglioni! ma è mai possibile che ci cerca di difendere i lavoratori deve essere ghettizzato! qua in Italia hanno diritto di parola solo i sindacati e politici venduti e gli imprenditori alla marchionne!

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