Il calvario di Bersani




28/03/2013

Sembra sia rimasto da solo Bersani a portare la croce, che lui chiama "responsabilità" con la quale deve salire al colle questa sera alle 18,00 per conferire col presidente Napolitano circa i risultati delle sue consultazioni.
Il risultato è che alla fine Bersani non ha i numeri richiesti per garantire la governabilità.
Il veto posto dal M5S sul nome di Bersani, la negazione della fiducia non legata ai punti programmatici (per lo più condivisi) ma alla persona del segretario del PD  e per contro, le "condizioni" poste dall'area di centrodestra che pretende di dettare il nome del Presidente della Repubblica (che così perderebbe il suo ruolo di figura di garanzia e super partes) rendono il compito del presidente del consiglio incaricato estremamente difficile.

"Chi dice di no lo dice all'Italia, non a me io la testa non me la rompo ... e se ne assume la responsabilità"

Queste le parole di Bersani, ma il punto è proprio questo: nessuno se ne assumerà la responsabilità.
Ciascuno argomenterà per scaricare le colpe su altri e, dato che il  giro di consultazioni l'ha condotto Bersani, esponendosi in prima persona, potrebbe non essere difficile trasformare l'incarico ricevuto dal Presidente della Repubblica in una designazione a capro espiatorio.
Agli occhi della massa sarebbe Bersani che ha "fallito" e non c'è dubbio che il tipo di comunicazione di parte della stampa vada in questa direzione:
il quotidiano "Libero" titola: "Bersani verso lo schianto pensa alla sua vendetta: al Quirinale un anti-cav." .
Insomma il dopo Bersani ed problema del Presidente della Repubblica in primo piano: sembra prioritario che ci sia qualcuno in grado di salvare il cav. dai suoi processi ...
"il Giornale" titola: "Bersani umiliato e fatto fuori da Grillo".

Chiaro a tutti: mancano i numeri (la famosa matematica elettorale cui il segretario PD ha fatto così spesso riferimento prima delle elezioni).

Nella drammaticità di questa situazione continuano a fioccare volgarità di ogni tipo, insulti e dileggi rabbiosi ben lontani da qualsiasi idea di confronto costruttivo: dalle "troie" in parlamento, chiamate in causa da Franco Battiato nel corso di una seduta del parlamento europeo ai "puttanieri" lanciato da Grillo e presto ripreso dai suoi fedeli, quale giudizio di valore altamente critico ed argomentato, che investe tutti coloro che siedono in Parlamento ed in Senato, facendo ovviamente eccezione per i pentastellati che pure occupano quelle stesse sedie ...
Questo il quadro politico attuale, dopodiché le ipotesi per la via di uscita esistono, più o meno surreali: da quella di Grillo che vuol governare senza governo a quella della Lega-PDL che spera di spuntarla per la trattativa sul presidente che assolva Berlusconi, a quella del cosiddetto governo del Presidente (che poi sarebbe un bis del governo tecnico) a quelle del governo di minoranza per il quale insiste SEL e così avanti.

Dopo le festività pasquali probabilmente sapremo cosa ha effettivamente deciso il presidente Napolitano, ma nel frattempo la situazione economica e finanziaria va a picco. 
Bisognerebbe informare la popolazione di quanto costa a ciascuno l'atteggiamento dei partiti che ricattano e di quelli che insultano, anche perché sono quelli che hanno promesso la restituzione dell'IMU ed il "reddito di cittadinanza", perciò è bene che gli italiani sappiano quanto invece dovranno pagare i "capricci" che possono permettersi il lusso di fare dalla posizione di potere guadagnata grazie a chi li ha votati ...

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