Le scelte di Napolitano e Bersani di fronte alla crisi del paese..



Giorgio Napolitano ha scritto a Martin Schulz per declinare l'invito da questi rivoltogli di prendere parola all'europarlamento nel corso della riunione che si terrà il 13 marzo.
Il presidente spiega  che la difficoltà del momento politico in Italia e la prossima scadenza del suo mandato presidenziale sono i motivi di questa rinuncia, ma nel contempo assicura la propria partecipazione ed il proprio sostegno alla UE anche in futuro restando comunque nella scena politica italiana  come senatore a vita.

Si ipotizza che Napolitano intenda affidare a Bersani un primo mandato esplorativo per verificare la possibilità di formare un governo, sia pure di "minoranza": nel  caso Bersani non dovesse riuscire a costituire un governo intorno alle proprie proposte è possibile che resti in carica Monti per gli affari correnti fino al termine del mandato del presidente che scade il 15 aprile.
In questa eventualità toccherebbe quindi al nuovo presidente della repubblica assumere le successive necessarie decisioni.
Il premier tutt'ora in carica, invece, Mario Monti parlerà al consiglio europeo il 14 marzo ed avanzerà in sede consiliare una  proposta per una linea economica europea che si orienti al superamento delle politiche di austerity per investire e puntare maggiormente sui provvedimenti che favoriscano la crescita e la ripresa.
Questo tipo di prospettiva prefigurata da Bersani è stata accolta e condivisa dall'attuale capo di governo, che la presenterà quindi al consiglio d'Europa.

Bersani insomma sembra fin qui ben determinato a portare avanti il suo tentativo di formazione del governo, da lui considerato "un dovere" verso l'Italia.

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