Momento contemplativo: per sempre.






Avvertì un colpo secco e barcollò.
Visto così dalla spiaggia di notte, il cielo gli sembrò un calamaio immenso, colmo di inchiostro nerissimo.
Si distese sulla rena, stroncato da una nuova spossatezza, col capo un pò riverso: guardava ... e le sue pupille si andavano sempre più dilatando in una meraviglia rapita.
 Il nero della volta celeste pareva ruotargli lentissimamente intorno: quel fluido denso colava ora attraverso le sue pupille e scendeva nella gola e nel petto.
Poteva avvertirne la leggerezza, poteva sentire la ferita della lama  che forava il cielo per far zampillare ogni stella, mentre l'aria fredda  lo invadeva pian piano da dentro e  fin sotto la pelle.
Comprese e sentì per qualche istante la carezza incurante dell'aria frugargli addosso e negli occhi.
Restituì al vento la  sua goccia di cielo. Per sempre.

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