Banana Yshimoto

                                                                                                          12/04/2013

Un'estate calda, molto tranquilla, con lunghi e silenziosi pomeriggi di completa inattività trascorsi sul terrazzino del residence del villaggio turistico sul mare.
Al pomeriggio tutti dormono almeno fino alle 17, 00 ed io leggo, nel migliore dei casi scivolando anima e corpo nelle storie, entrando a dialogare fantasticamente con i personaggi, percorrendo velocemente i sentieri dalla narrazione fino alla conclusione sulla quale per un poco mi soffermo, lasciando che l'immaginazione indulga  qualche istante a scorrere la retrospettiva.
Sono più che veloce, sono vorace e siccome nel villaggio ormai mi conoscono tutti, riesco a leggere non solo tutti i libri che compro io in centro, durante la mia passeggiata serale, ma anche tutti quelli dei miei vicini che me li cedono anche prima di averli iniziati, tanto sanno che li riavranno indietro molto presto.
Come dite? Ovviamente non ho il computer: non si era capito?

In una estate così una sera, spulciando sugli scaffali della libreria all'aperto del lungomare, ho trovato un libricino (di quelli che consumo in poche ore) col titolo: "Sonno profondo" scritto dall'autrice giapponese Banana Yshimoto.
Si tratta di tre racconti brevi di cui il primo dà il titolo alla raccolta: in ciascun racconto la protagonista è una donna. Le storie sono semplici, profonde ed avvincenti.
 C'è nello stile una sorta di ingenuità gentile che sembra disarmare qualunque tormentosa atrocità interiore venga espressa e narrata.
Tutto ciò che accade si snoda come una fatalità naturale quanto lo scorrere dell'esistenza, ma proprio in questa semplicità emergono nude e nitide le emozioni, tratteggiate e descritte, non giudicate, che accompagnano la solitudine, la contraddizione, la sconfitta, la ribellione taciuta.

Nel post scriptum della raccolta l'autrice scrive:

"Se le persone potessero leggere questo libro semplicemente con piacere, ciò mi renderebbe felice. Se poi qualcuno che si trova nelle condizioni dei personaggi di questi racconti, leggendoli dovesse trarne un pò di serenità, questo per me sarebbe davvero il massimo.
In una giornata di giugno del primo anno Heisei, nel sole di mezzogiorno"

Solo per renderne un minimo saggio ...


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