Il 25 aprile è passato, cosa ne sarà del primo maggio?

                                                                                                                                   27/04/2013


Quest'anno la celebrazione del 25 aprile è trascorsa in un modo strano, tra la tristezza per la Waterloo della sinistra, l'equazione insolubile della aspettativa di un governo che affronti le difficoltà sociali del paese reale (ammesso che questo sia possibile, trattandosi di un governo che sarà ostaggio di Berlusconi e del Berlusconismo) le mortificate manifestazioni di piazza, senza urla né  slogan e le invettive di Grillo sulla morte del 25 aprile: la festa della resistenza.


Usava una volta e vale la pena di ricordarlo in un momento in cui la sinistra si ripiega in se stessa a riflettere su quale sia oggi e quale possa essere in futuro la propria identità, sì dicevo una volta usava tra i giovani della sinistra cosiddetta extraparlamentare (ai tempi) riferirsi a "compagni" di dubbio e discutibile orientamento (come stalinisti e simili) chiedere ironicamente: "compagno a chi?".

Sembra che oggi si debba ancora ripetere la stessa domanda: compagno a chi? Anche all'interno dello stesso PD dove non si sa più cosa si sia né dove si voglia andare.

Facciamo il governo, salviamo il paese! Sembra sia questo l'imperativo categorico di queste giornate!
Va bene, ma ... da chi lo dobbiamo salvare questo paese?
Dalla speculazione finanziaria che mangia i nostri soldi strumentalizzando la crisi politica, quale elemento di rischio ed instabilità? 
Dalla politica economica tedesca? 
Dalla corruzione e dalla evasione che lo impoveriscono rendendolo facile preda delle due bestie feroci nominate sopra? 
No, dico, perché se il problema fosse quest'ultimo, siamo sicuri che si possa marciare allineati a Berlusconi? Cos'è: si spera in un suo "ravvedimento"? Ma sul serio?
Se Berlusconi fosse stato dotato della lungimiranza di uno statista, avrebbe avuto negli ultimi vent'anni parecchie opportunità per dimostrarlo: se questa qualità è mancata negli ultimi vent'anni è un pò difficile che il personaggio l'abbia sviluppata adesso.
La cosa è improbabile anche scientificamente parlando: i capelli si possono tingere e le rughe spianare, ma ...
Insomma siamo a scegliere tra la paralisi o compromessi inaccettabili: praticamente di che morte si vuol morire ...
Se Berlusconi in cima alla sua scala di valori avesse avuto qualcosa di diverso dal potere e tornaconto personali, anche questo sarebbe emerso, né vi sarebbero i vari processi per corruzione, concussione e quant'altro a suo carico: difficile che voglia sacrificarsi per il bene dell'Italia.
Se un accordo sarà raggiunto evidentemente Berlusconi avrà ottenuto ciò che gli premeva, ma come rilevato sopra: in cima alla sua scala di valori non troneggia l'interesse della nazione, né del suo popolo.

La gente lo ha votato: la realtà è che il nostro paese è anche questo ...


 

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