Le Pen strizza l'occhio a Grillo



                                                                                                      03/04/2013

Parla Marine Le Pen, esponente della estrema destra francese, figlia di Jean-Marie Le Pen, zia di Marion Le Pen: una tradizione familiare tutta spesa nella militanza per il partito di estrema destra, neofascisti, per intenderci.
Marine Le Pen è europarlamentare dal 2004 e guarda con attenzione ed interesse alle posizioni del M5S in Italia. Ieri nel corso di una conferenza stampa ha reso esplicita e nota a tutti i media la sua approvazione per la "linea" tenuta in Italia dal leader politico ed ex comico (pare che non riesca più a far ridere nessuno) Peppe Grillo. Di seguito alcuni passaggi del suo discorso, oggi riportati dai più diffusi quotidiani:

"Dobbiamo prendere coscienza che le forze euroscettiche che vogliono il cambiamento devono incontrarsi"
"Penso che non si possono risolvere le cose con quelli che le hanno create" (in pieno appoggio alla chiusura paralizzante del M5S in Italia) ed ancora:
"Se Grillo vuole incontrarmi può chiedermelo"

A essere nei panni di Grillo, lui che in tempi non sospetti, avrebbe voluto aderire al PD,  tali entusiastici plausi darebbero da pensare!
Dalle cronache risulta infatti che il 13/07/2009 Beppe Grillo richiese la tessera del PD, versando anche 16 euro di quota, con l'intento di partecipare alle primarie.
Risulta che non ottenne la tessera, con la motivazione formale che, essendo lui residente a Genova, la tessera avrebbe dovuto essergli rilasciata in Liguria, mentre lui ne aveva fatto richiesta  in Costa Smeralda.
Fu una provocazione la sua richiesta di adesione, come pensarono allora i quadri di partito?
Sarebbe mai stato capace Grillo di rispettare regole stabilite da altri, lui che ama dettare legge senza rispettare nessuno e facendo fare ai suoi stessi parlamentari la figura dei fantocci?
Sarà forse questa la ruggine che impedisce a Grillo di trovare qualunque accordo con Bersani?
Ai posteri l'ardua sentenza!

Fatto sta che nel movimento di Grillo sono finiti per confluire tanti voti della destra, ma anche della sinistra insoddisfatta: si vede che i comici sono amati più dei magistrati!
Anche Rivoluzione Civile, infatti, mescolava insieme destra e sinistra (IdV e Rifondazione) ma è risultata decisamente minoritaria:  anche loro hanno cercato un accordo con Bersani, che non fosse un sotterfugio e col senno di poi quei voti, che sono andati semplicemente perduti avrebbero fatto comodo ... ma tant'è.
Il povero Ingroia non aveva la popolarità televisiva di Grillo e, benché Grillo voglia ora snobbarsela la tv, è abbastanza chiaro che è ad essa che deve la sua popolarità ed il suo successo.

Fatto sta che Bersani per inseguire l'appoggio dei moderati si è indebolito, rifiutando Ingroia ed ora la destra gli alza barriere insormontabili per abusare di questa debolezza: a meno che non decida di snaturarsi del tutto non lo lasceranno governare ...

Una cosa a questo punto è chiara: destra e sinistra esistono eccome, contrariamente alle teorizzazioni di Mario Monti. Se così non fosse oggi non avremmo questo "stallo"!


Il guaio è  che mentre Grillo detta le sue leggi, i militanti ed i parlamentari eletti litigano, si tormentano e mordono le briglie: fino a quando potranno accettare di essere bacchettati e smentiti come scolaretti e fino a quando potranno assistere alla rovina della nazione, chinando il capo ai diktat del loro leader?

Vito Crimi, capogruppo del senato per il M5S, è stato infatti (e non per la prima volta) clamorosamente smentito da Grillo: Crimi aveva osato dichiarare che un governo Bersani, pur senza fiducia, poteva essere meglio di quello Monti ... ed ieri sera all'assemblea del M5S ,dove si è deciso di non presentare la rosa di nominativi per un governo del movimento, si è vista gente piangere.

Le lacrime certo sono liberatorie e non bisogna avere paura di esprimere sentimenti: se uno ci ha creduto meglio che cominci a piangere e ad urlare ....


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