L'importanza del ritiro spirituale ed i cavoli a merenda


                                                                                                                             13/05/2013

Prima di tutto, stiamo calmi, che ad ammazzarci c'è sempre tempo! Tra tutta questa gente che s'inalbera e querela di continuo e s'immagina sempre di avere ogni ragione  per far tacere gli altri e negare ogni evidenza, io, invece,  rintanata nella mia umile dimora, non ho la minima intenzione di parlare sul serio, anzi più che altro sento la mancanza di un buon caffè e pertanto  non dubitate che al momento giusto vi lascerò in tronco per andare al bar, tanto qui ormai si parla solo per esercitare le corde vocali e si scrive giusto per consumare i caratteri sulla tastiera!

Ma tutte queste belle cose: il caffè, le tastiere nuove e le visite dall'otorinolaringoiatra (che son ridotte perché il ticket non si può più pagare) fanno crescere i consumi, e non si sa mai dovessero proprio loro dare un bel pugno nello stomaco a questa  crisi economica, di cui non è dato conoscere i responsabili, ma solo il volgo dannato ad espiarla. 
Vero è che le colpe dei padri ricadono sui figli, perciò è sempre opportuno fare una ricerca nel proprio albero genealogico ed indagare circa l'esistenza di eventuali avi che si siano dati alla politica ed alle gozzoviglie.
La crisi, si sa, è un serpente che si morde la coda: se non crescono i consumi non cresce la produzione, se non cresce la produzione non c'è lavoro e se non c'è lavoro non c'è reddito e la gente non consuma, perciò muore di fame!
 In altre parole: consumare le tastiere ed il caffè è un gesto nobilmente altruistico di questi tempi.
Ecco, ora che vi ho testè  dimostrato la mia elevata bontà d'animo, allegramente passiamo al focus ovvero: l'importanza del ritiro spirituale.
Appena avete sentito di questa storia dei ministri che prendevano il pulmino tutti insieme per andare a Vattelapesca a scannarsi al chiuso delle loro stanze dei bottoni, non avete avuto anche voi un flash back? Vi ricordate di quando ci andò Grillo, che non mi ricordo se si ritirò al paese di pulcinella o a Vattelapesca pure lui (che la località è molto gettonata) coi suoi parlamentari recalcitranti che pareva volesse deportarli  in punizione, poco mancò che li bendasse, sicché il luogo era segreto,  e dicono che gli fece pagare pure il pranzo (poveri ragazzi, sempre in bolletta, con il loro paparino che gli fruga nelle tasche a prelevare il salario, dopo averli mandati allo sgobbo).
Dico: vi ricordate? E tutti ad inveire contro i santoni ed i ritiri spirituali e tutti ad inveire contro Grillo che che non li manda (questi poveri ragazzi) a pavoneggiarsi in tivù, né alle interviste coi giornali!

Guardate ora che vi combina questo Letta: certo il ritiro spirituale è tradizione assai cattolica, noi, ci portavano nel convento delle suore a meditare, si meditava per forza, volere o volare, anche perché non si trovava proprio niente altro da fare nella pace e nel silenzio del convento.
Dunque meditate: siete stati cattivi cattivi a Brescia ed ora non dovete andare in televisione.
Silenzio stampa, così almeno non rischiate di dire cavolate e imbarazzare il governo, che già mi pare una palafitta sull'oceano in tempesta.
Insomma quest'è il succo, almeno fino alle amministrative, perché poi qui siamo un paese libero ed è democrazia e tutti sono liberi di dire qualunque cavolata: in fondo per uscire dalla crisi si potrebbe sempre puntare sull'agroalimentare.
I cavoli, se cucinati a dovere, hanno il loro gusto ed a quanto pare restano una delle poche produzioni che non va mai in crisi .... delle volte ve li servono anche per merenda e noi altruisticamente li consumiamo, sempre per scacciar la crisi ... senza contare che c'è ancora chi ci nasce sotto i cavoli, almeno così par di ricordare ...

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