La collera degli Dei e la consultazione dell'oracolo

                                                                                                              26/05/2013
Ancora vento forte a frustare la schiena del mare ed a farne ruggire le onde: rabbiose, grige, spumeggianti e lunghe fino a divorare l'ultima strisciolina di spiaggia, quella  risparmiata dal cemento dell'ottusa colonizzazione umana. 
Una spuma compatta, fatta di acqua sporca e  polverosa, si è impadronita del cielo, trascinata su e giù dalle raffiche ed ora si addensa sulla cima del monte e sulle case.
Una natura insomma che richiama il mito primitivo ed affascinante della collera divina: la metafora che rappresenta la vendetta di una terra oltraggiata.
Perciò stamattina invece di consultare le previsioni del tempo dell'aeronautica militare, voglio provare ad invocare un oracolo (non si sa mai potesse funzionare).


L'antro della Sibilla

In fondo al giorno
mi attendono
un sacerdote
ed un guitto
per raccogliere
la gemma di sapienza
sbocciata nella mia mente ...
Prima che la mia risata
travolga il mattino
ed il mio timore
avveleni la notte.
Ora posso conoscere
ogni cosa nascosta
e l'antico ideogramma:
conforto alla cecità
del mio sguardo.
Passi cadenzati
avanzano:
dalla luce al buio ...
dal buio alla luce.


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