La compagna di banco


                                                                                            Era sciatta e pigra come una bambina scontenta, a memoria d'uomo (compreso suo padre) la si ricordava solo col broncio, svogliata, buttata come un cencio in qualche angolo a rimuginare.

Non amava la compagnia e quando  le rivolgevi la parola, la fatica che poteva costarle darti solo un minuto di attenzione diventava palpabile, prendeva spessore nell'aria attraversata dal suo sguardo.
Aveva gli occhi piccoli, quasi sempre seminascosti dalle ciocche di capelli: non li spostava mai, sembravano spenti a volte quegli occhi come se ogni cosa le fosse invisibile intorno, ma a tratti invece erano attraversati da un lampo, che poteva inchiodarti come il flash di una foto, con una parola tronca in gola, la bocca aperta e una mano a mezz'aria: insomma tutto quello che di più  insulso può esprimere la parola di un corpo che non arriva a toccare l'anima dell'altro.
Ma lei era bella: la sua pigrizia era languida e seducente nella molle noncuranza di ogni gesto e la rendeva irresistibile  quella assoluta ingenuità, la completa ignoranza o disinteresse che mostrava per le attenzioni e le emozioni degli altri che le giravano intorno.
Poche volte l'ho vista animarsi e spesso per piccolissime cose, che nessun altro notava, come ad esempio una foglia secca e rattrappita ancora tenacemente attaccata al suo ramo, la forma di una nuvola, la corsa di uno  scugnizzo, lo schizzo di un'onda che riusciva a centrarla proprio sulle labbra come se anche il mare volesse baciarla a tradimento o per gioco.
Allora rideva e gli occhi brillavano di  mille specchietti come i raggi sull'acqua e sembrava stupirsi ed eccitarsi come la pioniera di un nuovo universo.
Lei era la migliore delle mie amiche: a quei tempi anch'io vivevo quella parte turbolenta,  tenebrosa e schiva di una adolescenza che sa amare ed odiare senza riserve.
Ogni emozione era estremizzata e poi vissuta fino in fondo in ogni conseguenza: ciò che ci accomunava era il coraggio, per questo stabilimmo una partenza.
Sono tornata sola da quel viaggio: qualcosa s'è perso, qualcosa è lasciato per strada,  forse non sarebbe cambiato nulla, ma le emozioni condivise sono ancora intatte come un piccolo tesoro nascosto che posso andare a cercare per intenerirmi e gioirne quando voglio scacciare un dispiacere.
L'amicizia è una cosa che puoi continuare a spendere a piene mani per tutta la vita e non ti finisce mai: molto meglio del denaro ...


Commenti

  1. Ciao cra, davvero carino il tuo blog! Mi sono aggiunta ai tuoi lettori fissi..se ti fa piacere puoi ricambiare :)
    A presto, un bacio!!!

    http://myspaceofbeautybygiada.blogspot.it

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    1. Ti ringrazio dell'apprezzamento Giada: visiterò il tuo blog, d'accordo. Quando io mi aggiungo ai fallower di un blog non sempre lo segnalo all'autore, quando pure lo faccio nel contesto di un commento, non chiedo mai di essere ripagata: credo che la simpatia sia un regalo piuttosto che un baratto. Non nego che si spera di piacere all'altro e quindi di essere ricambiati, ma per sapere se sei veramente piaciuto/a devi lasciare l'altro completamente libero anche di ignorarti (se gli va di regolarsi così) senza esercitare alcuna pressione. Tu non credi? Ok, comunque do un'occhiata al tuo blog. Buona domenica Giada.

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  2. Hai fatto il mio ritratto .. io ero esattamente come la tua amica nel periodo della mia adolescenza, ma forse quella è un'età che ci accomuna un po' tutti.
    Ti ringrazio della visita e mi dispiace che tu non riesca partecipare alla mia festa dell'amicizia, molti altri avrebbero trovato il tuo blog interessante oltre a me, ma naturalmente tu puoi visitare tutti i blog che preferisci.
    Felice domenica.
    Marina

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    1. Grazie piccola chef ^_^ la cucina mi intriga alquanto: è parte di quella cultura domestica femminile tramandatami per via matriarcale diretta! "Festa dell'amicizia" è una denominazione molto bella ed io ho già visitato alcuni dei blog nel tuo elenco. Ce ne sono di bellissimi che... (confesso) mi intimidiscono un po'. Io sono poco competente con gli strumenti informatici: mi ci muovo un po' come un elefante in una cristalleria. Per fortuna la piattaforma blogger è abbastanza semplice. La compagna di banco è una rielaborazione un po' fantastica di un'amicizia realmente vissuta in giovinezza. Un abbraccio, buona domenica a te!

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