La donna: creatura del sogno (poesia)

23/06/2013


Il giorno di riposo, la domenica , ha una sua epica ed una sua mitologia, anche religiosa: "Dio il settimo giorno si riposò" ricordate? Certo Dio si riposò e così accade anche per la maggior parte delle persone che lavorano, a meno che non siano donne. Il settimo giorno le donne e specie quelle che durante la settimana svolgono una attività lavorativa al di fuori delle mura domestiche, difficilmente riposano: hanno invece parecchie cose da fare.
Non a caso però è stata sancita dalla tradizione la sacralità del riposo: esso corrisponde ad un momento di libertà nella mente, quando, messe da parte le incombenze, per così dire, materiali, possiamo lasciare che scorrano casualmente i nostri pensieri ed affiorino immagini dimenticate.
Possiamo accogliere nel cavo delle mani qualche emozione, soffiando via la polvere sedimentata dal tempo ed asciugando col calore dello stesso fiato l'umido  della rugiada di qualche lacrima nascosta alla memoria.
Oggi voglio dedicare lo spazio creativo che nasce nel sacro giorno del riposo all'immagine di una donna o forse della donna,  della sua interiorità e della sua silenziosa sofferenza.

La donna del sogno

L’ho vista correre
verso il mare, avvitandosi
veloce intorno a sé stessa.
Sgranarsi e rinchiudersi
nello sguardo e nel corpo.
Perdersi ed emergere
eccitata e sconvolta.
Passare attraverso
lo spessore dei corpi.
Luccicare e intristire.
Aggrottarsi e respirare a fatica.
Svanire dolcemente
digradando i colori.
Confusa e pallida
a cercare un appiglio.
Fermarsi a rifiutare
il pensiero.
E poi l’ho sentita cantare pian piano,
e poi solo la sua voce alle spalle,
e poi senza rimpianti,
sparire.





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