Ebbri di sole e salsedine. Prosa lirica al calare del sole

03/07/2013

Inebriato dell'aria che alla sera si posa delicatamente sulla pelle in una carezza così leggera da non poterla avvertire, così  riesce ad avvolgerti ed a possedere ogni tuo pensiero ed ogni emozione prima ancora che  possa accorgertene.
Così lo sguardo di un uomo saldato allo scoglio,  può avere la trasparenza dell'aria e contenere la  pece nera della notte, dimenticando se stesso per gli attimi senza tempo  rubati al suo divenire.

Così il vociare indecente dell'ubriacone del porto che scanna ogni giorno nell'orgia di vino e di sangue colato nel rosso del cielo,  il cielo che solo lo   guarda.
Così il ragazzino che canta tirando sassi nell'acqua, ma in ogni tonfo ricade il silenzio rotto solo da un brivido avvinto al ritorno.

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