Dall'antica alchimia alla scienza moderna l'uomo non ha smesso di cercare la sua pietra filosofale ...

19/09/2013

Oggi  nel suggestivo scenario della città di Venezia  ha inizio  il  Convegno della durata di  tre giorni, sul tema della vecchiaia, organizzato dalla fondazione Veronesi. 
Al centro della discussione soprattutto la qualità della vita dopo il raggiungimento della senilità, con l'obiettivo  dichiarato di orientare le ricerche mediche e le pratiche preventive soprattutto al miglioramento dello stato di salute durante la vecchiaia.
Un secondo appuntamento, sempre a Venezia ci sarà dal 19 al 21 settembre  con il Congresso The future of Science, dedicato appunto al tema dei segreti della longevità e più specificamente focalizzato proprio sulla durata della vita. 

Secondo le statistiche l'aspettativa di vita nei paesi occidentali aumenta di due anni e mezzo ad ogni decennio. Il calcolo retrospettivo è stato fatto a partire dalla seconda metà dell'800 e se la tendenza si confermerà in futuro avremo un numero sempre crescente di persone "longeve" ultranovantenni.
Il problema resta per le malattie che spesso caratterizzano la terza età e la sofferenza individuale, nonché i costi sociali delle patologie croniche.

Insomma oggi un grosso filone della ricerca scientifica è orientato al più antico ed audace sogno dell'umanità: la longevità e la cura dei malanni che s'accompagnano alla vecchiaia. 

Gli antichi alchimisti allo stesso modo cercavano la pietra filosofale capace di produrre l'elisir di lunga vita e la cura di ogni malattia: questo ad ulteriore dimostrazione del fatto che una profonda motivazione emozionale, come un mito collettivo radicato e condiviso dall'intera umanità, è ciò che nutre la curiosità che sta alla base di ogni ricerca,  generando di fatto quelle motivazioni irrinunciabili, capaci di tracciare  i percorsi pionieristici della conoscenza.
Le nuove strade, per quanto improbabili possano  apparire, talvolta conducono a scoperte e/o invenzioni che segnano una svolta nella civiltà.

Oggi si contano moltissime ricerche sull'invecchiamento: da quelle che riguardano l'invecchiamento cellulare e la misura dei telomeri nel materiale genetico cellulare, alla ricerca degli assetti genetici correlati con una più lunga durata della vita  o ancora di supposti mediatori cerebrali capaci di modulare i processi di invecchiamento cellulare e così via.
Sul piano empirico e statistico è stato osservato che la longevità, come altre caratteristiche determinate in parte plurigeneticamente, ha caratteristiche di familiarità ed inoltre vari studi dimostrano che l'osservanza di alcune norme igieniche è cruciale nella conservazione dello stato di buona salute, come nel prolungamento della aspettativa di vita.

In realtà al momento i fattori sui quali è realmente possibile incidere sotto il profilo della prevenzione sono soprattutto quelli ambientali: vivere in un ambiente sano nel senso ecologico, preferire una alimentazione simile alla dieta mediterranea (ovvero con un limitato apporto di proteine di origine animale) ricordarsi di coltivare ed esercitare la mente ed il corpo con una sana attività fisica e mentale (vanno bene anche i comuni giochi di enigmistica e le lunghe passeggiate) dormire a sufficienza, eliminare il fumo e qualunque eccesso od abuso, sono altrettante condizioni che in diversi studi e statistiche sono stati correlati non solo con una maggiore durata della vita, ma anche con una migliore qualità della stessa.
Non mancano anche tra gli audaci voli della mente,  quelli che ricercano i collegamenti tra l'assetto di personalità degli individui e la durata della loro vita. 
Le personalità attive e fortemente motivate verso il mondo esterno sembra siano destinate ad una vita più lunga e con una salute migliore, specie se questa caratteristica è coniugata alla prudenza, che indurrebbe questo genere di persone a condurre stili di vita sani ....



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