La mia terra: poesia del ritorno ...

08/09/2013


Tutti noi alla fine siamo almeno un poco contenti del ritorno a casa: ritroviamo gli oggetti familiari,  le piccole cose che ci ispirano tenerezza e ci addolciscono lo scorrere quotidiano del tempo.
Ritroviamo il colore del nostro cielo di notte, perché ogni piccolo paese ha il suo colore.
Il cielo di notte è più chiaro al nord e più nero a sud (almeno nel nostro emisfero).
Al mio paese il cielo è nero ed ancora più nero quando l'aria è limpida ed è  traforato dalle stelle, come ricami adamantini che sgorgano dall'aria densa con i loro raggi avvolti in piccoli fasci, come da una carezza di velluto.

Vi dedico oggi, nei giorni del ritorno,  questi versi scritti per la mia terra:

La mia terra

Terra mia:
rabbia violenta, urlata,
arrochita in un gemito afono,
che ancora sussurra.
Mormorio sordo richiama
distesi paesaggi
e profumi di resine
e foglie bagnate,
salsedine aspra
e  fragranze di muschi
ed incolti cespugli di fiori.
Mia terra:
ne rifuggo ferita.
Una storia che avvince in un laccio
E delude, ti scaccia,
ma ne torna il sapore
ed indugia lo sguardo
e rapisce la voglia
e conduce al ritorno.
Viola  scorre d’azzurro venato
sul profilo dei monti,
digradando coi raggi annegati
come incendio
increspato dall’onda.
Mia terra:
io mesta  sorrido,
da amante sfinita
e tu sai che ora più t’appartengo

come ancora anche tu m’appartieni.

Commenti

  1. Non credo che serva un commento particolarmente eloquente per questo tuo lavoro...
    La terra in cui apparteniamo è un qualcosa di legato alle nostre viscere, e gli splendidi versi che hai scritto rischiano di rovinarsi a contatto con qualunque tentativo di spiegazione...

    Un saluto e complimenti!
    Fabio.

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  2. Grazie Fabio! Sono felice che questa poesia ti piaccia! :)

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