Cancellieri: amnistia ed indulto non riguardano Berlusconi

12/10/2013

Le dichiarazioni del Ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, nel corso di una intervista rilasciata ieri a Radio 24 sembrano smentire ogni illazione sul significato dell'amnistia proposta dal Presidente Giorgio Napolitano per tamponare l'emergenza carceri.

Durante la trasmissione Mix24, il conduttore, Giovanni Minoli, chiede se effettivamente amnistia ed indulto riguarderanno anche Berlusconi: "Credo proprio di no" è la risposta del ministro che assicura anche di non avere ricevuto indicazioni ed ancor meno pressioni da parte delle alte cariche dello stato, nessun messaggio da Napolitano insomma.

Minoli ripete la domanda: "Dunque Berlusconi è fuori?" (dall'amnistia, n.d.r.)
Cancellieri: "Credo proprio di si".

Il ministro ha anche garantito che i responsabili di reati gravi (assassini, stupratori e ladri) non lasceranno il carcere.

Si ricorderà che nei giorni scorsi il provvedimento di amnistia proposto dal Presidente della Repubblica era stato oggetto di polemiche infuocate soprattutto da parte del M5S che lo additava come una manovra intesa a salvare Berlusconi dalle sue condanne, tanto che, con un gesto alquanto fuori dal protocollo abituale, Napolitano aveva commentato pubblicamente la proposta presentata alle Camere e  rigettato le accuse di chi , nelle parole del Presidente, non sa quale tragedia sia quella delle carceri in Italia.

Cancellieri dice di sapere cosa proporre per la legge su amnistia ed indulto che riguarderà circa 20.000 detenuti.
Verranno inoltre formulati anche provvedimenti di riforma nel settore della giustizia relativi tanto alle carceri che ai processi civili e penali.

Malgrado questi chiarimenti sulla questione dell'amnistia, continuano  a tutto campo gli attacchi del M5S al Presidente Napolitano: ieri Grillo sul suo blog ha lanciato in rete la proposta di impeachment di "Re Giorgio" e proprio a proposito del commento pubblico del Presidente  si pone la  domanda:

"Può il Capo dello Stato entrare in lite con la prima forza politica del Paese? Quale diritto ha il Capo dello Stato, il «garante della Costituzione», attaccare esplicitamente l’opposizione parlamentare per aver questa criticato gli effetti politici che deriverebbero da una legge approvata dal Parlamento?"

ed ancora:

"Non è la prima volta che Napolitano attacca esplicitamente una parte politica, difendendo la «partitocrazia» e le sue alleanza. Napolitano è stato, dapprima, sarcastico, inopportunamente sarcastico, contro il M5S, con quel suo ormai celebre «di boom ricordo solo quello degli anni Sessanta in Italia, altri boom non ne vedo». I suoi interventi, con il tempo, si sono fatti sempre più espliciti. Napolitano si è servito del potere di esternazione come strumento di direzione politica, di intervento negli equilibri politici, di attacco contro il M5S, prima forza d’opposizione all’interno del Parlamento e unica reale minoranza parlamentare i cui diritti dovrebbe essere tutelati e garantiti proprio dal Capo dello Stato."

Insomma è una dichiarazione di guerra al Presidente della Repubblica da parte del leader del movimento 5 stelle: i militanti saranno tutti d'accordo?

In realtà la ruggine verso il presidente Napolitano nasce per il lavoro attivo che Napolitano ha svolto per riuscire a dare un governo al paese, dopo i grandi rifiuti dei 5 stelle che hanno cancellato Bersani dalla cartina politica italiana.
Bersani non credeva nelle larghe intese (magari aveva le sue buone ragioni) e certo  le ha provate tutte per poter formare  una maggioranza col M5S : esposto a forme di disprezzo certamente oltre i limiti della comune buona educazione (non parliamo di aspetti formali nei ruoli della politica) è stato dileggiato e comunque fatto fuori, ugualmente è stato eliminato Prodi, il candidato di sinistra alla presidenza della Repubblica.
Non che l'Italia avesse molta scelta a quel punto per avere un presidente e formare un governo e sicuramente i nemici storici (destra e sinistra) si sono ricomposti anche grazie ad un paziente lavoro di Napolitano (che per inciso sarebbe andato molto volentieri in pensione).

Il fatto è che nei tempi successivi nel M5S sono seguite diaspore, epurazioni, espulsioni fino al recente episodio di pubblica sconfessione dei Senatori che hanno fatto approvare la depenalizzazione del reato di clandestinità. 
Dal punto di vista di quelle che sono le dinamiche di relazioni sociali all'interno dei gruppi sembra che questo M5S riesca a mantenersi aggregato utilizzando i potenti motori della cosiddetta "coalizione contro" ma che non riesca ad esprimere una propositività adeguata negli obiettivi tale da potervi orientare le energie (e la rabbia) degli appartenenti al gruppo: insomma, abbattuto un nemico, distruttività e rabbie non razionalizzate ed elaborate esplodono all'interno e il gruppo perde pezzi ....


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