I primogeniti sono più bravi a scuola?


23/10/2013

Non è certo la prima volta che le caratteristiche di personalità di un soggetto vengono studiate in relazione ad alcune variabili inerenti la costellazione dei rapporti familiari, con particolare riguardo per i figli al loro ordine di genitura.
Fino ad oggi siamo stati portati a pensare che i secondi nati potessero esprimere una maggiore vivacità ed indipendenza rispetto ai primogeniti, sui quali tendevano a focalizzarsi maggiormente le ansie e le insicurezze di genitori  "alle prime armi" e non ancora convinti della propria capacità ed adeguatezza rispetto al ruolo genitoriale.
Bene oggi uno studio statunitense condotto da Joseph Hotz e Juan Pantano e fondato sostanzialmente su ricerche di tipo statistico, sembra all'opposto dimostrare che i primi nati godono di un vantaggio rispetto ai fratelli che verranno successivamente, in quanto  sono fatti oggetto di maggiore attenzione e sottoposti ad una disciplina più rigorosa.

Gli autori hanno studiato in particolare l'ordine di genitura in rapporto al rendimento scolastico e di fatto i dati statistici esibiti nel loro lavoro dimostrano che il livello di prestazione scolastica diminuisce col crescere dell'ordine di genitura e parallelamente all'allentarsi dei provvedimenti e restrizioni disciplinari adottate dai genitori.
La valutazione del rendimento scolastico è stata fatta dalle madri nel corso della inchiesta che ha riguardato un campione esteso di soggetti tra coloro che rispondevano nel progetto National Longitudinal Survey of Youth dal 1979 (NLSY79) così da poter esaminare anche le fasi adolescenziali dei soggetti e confrontare i dati con quelli relativi ai fratelli più piccoli.
Sinteticamente risulta che i primogeniti sono tra i migliori della classe nel 33,8% dei casi, i secondi  nati nel 31,8%, i terzi nel 29,0% ed i quarti nati nel 27,2%. 
Tra i peggiori della classe invece si collocano solo l'1,8% dei primogeniti, il 2% dei secondi, il 2,1% dei terzi e ben il 3,6% dei quarti nati.

Gli autori ritengono che questo maggiore rigore utilizzato con i primi nati sia parte di una sorta di "genitorialità strategica" laddove si presume che i fratelli maggiori possano funzionare da esempio e modello educativo per i figli che verranno dopo ...

Le teorie avanzate per spiegare questo scarto nel livello prestazionale si sono tuttavia allargate a diversi campi.
Come riportato dal giornale  The Atlantic le ipotesi degli studiosi sono:

- I primogeniti fruiscono di una maggiore attenzione e vengono quindi meglio stimolati, rispetto ai figli successivi.
- La dotazione genetica fornita alla prole si va impoverendo nel tempo ed i primogeniti ricevono quindi la migliore.
- I genitori continuano ad avere figli fino a quando non ne arriva uno difficile da educare: se il primo figlio è difficile è probabile che non vi saranno altri fratelli
- I primogeniti si avvantaggiano del loro ruolo rispetto ai più piccoli ed insegnare loro qualcosa li aiuta a sviluppare maggiori competenze cognitive.
- Le crisi matrimoniali che possono incidere negativamente sulla educazione dei figli, avvengono di solito dopo che il primo bambino è cresciuto.
- I genitori sono portati ad essere più rigorosi col primo nato, mentre in seguito tengono uno stile educativo più rilassato.

Se la statistica riferita è attendibile e, facendo anche  la tara di quanto può essere dovuto alla diversificazione del vissuto materno tra il primogenito e gli altri figli (non ci dimentichiamo che i dati sono quelli riferiti dalle madri) si tratta di risultati abbastanza interessanti, anche se nasce il sospetto che i ricercatori giunti a queste conclusioni siano dei primogeniti ...



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