Il seme della violenza: abuso sui minori, due storie di ordinaria follia ...

16/10/2013

Poche righe di cronaca riferite dall'Ansa riportano  due gravissimi episodi di violenza su minori.
Oggi è stato arrestato a Monza un trentacinquenne colto in flagranza di reato, mentre picchiava il suo bimbo di soli tre mesi, già ricoverato in Ospedale per altre  procurate lesioni.
Il padre del piccolo era già sospettato di essere responsabile degli altri segni di percosse e perciò la situazione veniva attentamente monitorata: grazie a questo l'uomo è stato colto sul fatto nel momento in cui ha reiterato l'abuso all'interno della struttura ospedaliera ...
In provincia di Perugia, a Città di Castello, una madre cinquantenne ha ferito con un coltello suo figlio, un bimbo disabile di 11 anni: il ragazzino è in prognosi riservata.

In questo caso viene segnalato che la donna è affetta da disturbo depressivo, d'altro canto è difficile immaginare che possa essere del tutto sano di mente un padre che continua ad accanirsi su un piccolo di tre mesi, senza mostrare fra l'altro la lucidità di limitarsi in un contesto pubblico ospedaliero ...

Persone disturbate certo: l'aggressività  eterodiretta e la violenza sono l'agito immediato del malessere e della rabbia vissuti interiormente quando una persona non ha risorse adeguate  per contenerli,  elaborarli e superarli  autonomamente.
Il cosiddetto acting out  funziona prontamente da valvola di scarico del proprio personale disagio, quale che esso sia e quale che ne sia la natura:  le situazioni possono essere molto diverse infatti, i genitori possono essere affetti da forme conclamate di psicopatologia o dipendenti da alcol e/o sostanze, ma non è neanche infrequente che gli autori degli abusi appaiano invece nelle comuni situazioni sociali anche come persone abbastanza bene integrate.
La violenza domestica in questo funziona talvolta come una sorta di perversione: rimane segreta nel luogo protetto dalle mura della casa, dissimulata all'esterno, consumata a spese di persone più deboli ed incapaci di difendersi,  perciò senza rischio di incorrere in ritorsioni o giudizi di condanna.

Oggi l'estendersi delle situazioni di malessere,  il diffondersi e l'acuirsi dei disturbi d'ansia o più in generale delle situazioni di disagio psichico, in parte legati anche alla difficile congiuntura economica, rischiano di esporre proprio i più deboli alle maggiori penalizzazioni: come i gravi scivolano verso il basso, così la sofferenza nella nostra società si scarica verso i più deboli ...
Difficile veramente immaginare creature più indifese di un lattante di tre mesi e di un piccolo disabile: la  percezione è che la vergogna e la responsabilità per situazioni simili investa tutti e non soltanto le persone materialmente responsabili degli abusi ...



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