Hackeri del divano e paccheri contromano

30/11/2013

Bei tempi quando la nostra curva di energia bionica debordava dagli assi cartesiani e si tirava  questioni infinite specialmente con l'asse delle ordinate: lasciatevelo dire! Ordinate un cavolo, la verità è che le ascisse sono assai più educate e di solito si fanno pure i fatti loro, quelle altre invece sono (dis)ordinate ed agitate e quando litigano gli urli arrivano fino al cielo, per non dire del povero foglio di carta millimetrata che vanamente bada solo a ripetere:
"Scusate, ma io sono un misero formato A 4 ed ho i miei limiti, così non si può fare!"
ma la curva energetica (da non confondere con l'onda energetica, che invece non c'entra niente) non ne vuole sapere e rincorre le ordinate all'infinito: la gara arriva sistematicamente all'ultimo millimetro, poi sul bordo, sul tavolo e così avanti, sicché tutti siamo costretti nel tripudio di rette e curvilinee, a buttare tutto per aria ed uscire a fare un giro.

Io per esempio  tra le mura di casa a stento riuscivo a reggere per poco meno di un'ora.
Eravamo sempre in giro io e la mio curva di energia bionica che aveva bisogno di spazi aperti per esprimersi pienamente: ne approfittavo per rimproverarle le sue liti con le ordinate, ma non c'è mai stato nulla da fare.
Le ordinate non poteva sopportarle, si chiudeva in un silenzio ostinato, diventava irraggiungibile, continuando a saltellare qua e là in giro per la strada,  i giardini ed ovunque mi trovassi.
Quelle due disgraziate mi hanno rovinato un mucchio di fogli millimetrati, perciò il cartolaio si mise in testa che in realtà io li usavo per fare i coppetielli per le caldarroste: cosa che, a dire il vero, forse è anche accaduta qualche volta, ma posso giurare che adesso non lo faccio più, del resto la curva bionica odiava esser misurata ed io vi dovetti rinunciare all'epoca.
Poi il tempo passa e cominciate ad incontrare i paccheri, i quali per vostra opportuna conoscenza, non sono soltanto una gustosa qualità di pasta, che si prepara con le cozze ed i fagioli: i paccheri (voce dialettale partenopea) sono gli schiaffoni (da google traduttore: collabora  ad una traduzione migliore, preferibilmente gratis) e sono quei loschi figuri che arrivano da soli o coalizzati in squadra e non finiscono mai, perciò vi consiglio di non mangiarli che poi vi viene l'indigestione ed anche se non sono carciofi sempre se può morire.
Del resto anche i carciofi sarebbero una interessante tematica, d'altro canto, essendo  mio intendimento limitarmi nelle digressioni e non nominare il nome del carciofo invano, per non rischiare di offendere nessuno, meglio tornare ai paccheri, almeno per oggi.
Dovete sapere che ne esistono diverse qualità, ma comunque fanno male e se sono in gruppo possono somministrarvi anche qualche sano ma dolorossissimo paliatone, sicché la curva di baldanzosa energia bionica che sbruffoneggiava nelle sue liti con le (dis)ordinate, dagli oggi e dagli domani, finisce, complice la vecchiaia, per accucciarsi e diventare un innocuo hackero del divano, cosa del tutto controindicata nel caso voi soffriste di qualche forma di allergia agli hackeri, che inevitabilmente verranno a snidarvi fino all'indirizzo di casa vostra e si ruberanno le  password dei vostri account, sicché ci guadagneremmo tutti a cambiare stile di vita: smettere di fumare e dedicarci alla vita all'aria aperta .... purché non piova ...

Io il consiglio ve l'ho dato, poi fate vobis.

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