L'impatto dei cambiamenti climatici sulla salute: la scheda OMS

19/11/2013

Di drammatica attualità in questo momento di allarme meteo, la scheda pubblicata sul sito dell'OMS  di Novembre 2013 relativa all'impatto dei cambiamenti climatici sulla salute, ivi inclusi i costi per i danni prodotti: le modificazioni del clima infatti incidono su alcune delle determinanti dello stato di salute della popolazione, quali acqua potabile, purezza dell'aria respirata, disponibilità di cibo e di un rifugio, ovvero di una abitazione sicura.

Si calcola che dal 1970 al 2004 il riscaldamento globale sia stato la causa di 140.000 decessi all'anno ed entro il 2030 i costi per i danni diretti alla salute potranno ammontare da due a quattro miliardi di dollari l'anno! Alcune malattie, come l'enterite,  la malaria e la dengue sono condizionate da fattori climatici e la loro diffusione potrà peggiorare parallelamente alla situazione climatica. Temperature eccessivamente elevate durante l'estate  contribuiscono ad aumentare la mortalità per malattie cardiovascolari e respiratorie.
Le regioni destinate a pagare lo scotto più elevato dei danni saranno i paesi poveri ed in via di sviluppo, laddove le infrastrutture sono tali da non consentire di fronteggiare adeguatamente le emergenze legate ai cambiamenti del clima.

Negli ultimi 100 anni, le temperature del globo terrestre sono salite di 0,75°C e negli ultimi 25 anni l'incremento della temperatura è ulteriormente aumentato di 0,18°C per decennio: in conseguenza sale il livello del mare, i ghiacciai si riducono e divengono sempre più frequenti le gravi calamità naturali dovute al cambiamento globale delle precipitazioni.
Dal 1960 ad oggi il numero dei disastri legati ad eventi climatici estremi si è triplicato, provocando ogni anno 60.000 morti.
La metà degli abitanti della terra vive nella fascia costiera entro 60 Km dal mare ....

Riuscire a ridurre la emissione di gas ad effetto serra è possibile intervenendo sui trasporti, sulla alimentazione, sulle fonti e e sull'uso dell'energia: questo tutelerebbe la salute a livello mondiale.


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