L'inganno dei ricordi: memoria e confabulazione

21/11/2013

Sembra che proprio tutti, anche i più dotati tra noi, abbiano dei falsi ricordi: in qualche misura tutti mettiamo in atto quei meccanismi di cosiddetta confabulazione (contaminazione del ricordo con  associazioni ad altre conoscenze e/o esperienze) che divengono di solito preponderanti in quelle patologie degenerative che compromettono gravemente le capacità mnemoniche.
Una recente ricerca  che arriva dalla University of California, curata da Lawrence Patihis, James L. McGaugh et al. pubblicata su PNAS pochi giorni fa, il 18 Novembre, mette però in evidenza un fatto curioso ed  inaspettato:
sembra che coloro tra noi capaci di conservare la migliore memoria dei fatti accaduti, cioè con capacità nel settore nettamente al di sopra  della media (soggetti HSAM) non solo sono ugualmente portati a conservare memorie errate o contaminate dei fatti accaduti, ma addirittura che gli errori di memoria siano maggiori proprio nei soggetti che riferiscono i fatti con la maggiore dovizia di dettagli. I soggetti con abilità mnemoniche straordinarie ricostruiscono i loro ricordi utilizzando gruppi associativi ai quali incorporano anche informazioni successive all'evento e paradossalmente riescono ad essere più precisi nella memoria quando utilizzano procedimenti ricostruttivi fallibili.

I ricercatori concludono che l'assunto che nessuno è immune da falsi ricordi è una realtà che può avere importanti ricadute  nei campi della psicologia clinica e legale.

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