La Croce Rossa schierata contro l'omofobia

15/11/2013

La condanna dell'omofobia e la chiara presa di posizione contro questo tipo di discriminazione rappresentano un orientamento ideologico tutt'altro che nuovo per la Croce Rossa Italiana, che già da tempo si è resa promotrice di iniziative che vanno in questa direzione, partecipando attivamente alle manifestazioni annuali per la ricorrenza della giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia e promuovendo campagne informative e culturali sull'argomento.
Queste posizioni corrispondono ad una ispirazione ideale di fondo, espressa anche nelle chiare condanne di tutte le forme di razzismo,  del fenomeno del bullismo scolastico di cui si occupano i giovani volontari CRI e di ogni altra forma di violenza ed abuso. 

L'ispirazione di base infatti è quella umanitaria di aiuto del disagio, tutela del diritto, nonché  prevenzione e cura di tutte le forme di sofferenza.
Di nuovo oggi c'è la recente apertura di uno sportello di ascolto destinato alla comunità di lesbiche e gay: l'iniziativa, partita all'inizio di questo mese, sembra sia stata voluta anche sull'onda emozionale causata dal suicidio di Simone, il ventunenne romano che si è tolto la vita alla fine di Ottobre, perché gay ed incapace di affrontare questa "società omofoba". I genitori di Simone ignoravano infatti il suo orientamento sessuale ed il suo tormento.
Probabilmente in seguito a questo episodio, il terzo suicidio di un giovane gay nella sola città di Roma nell'ultimo anno, Flavio Ronzi, presidente  provinciale della CRI  romana, ha deciso di dare effetto ad un progetto che già era in preparazione da mesi: l'apertura di uno sportello di ascolto e la creazione di un network dedicato alla comunità delle persone gay, lesbiche e trans.
L'obiettivo dichiarato è appunto quello di accogliere il disagio e prevenirne le conseguenze più gravi.
In una intervista rilasciata a Repubblica lo scorso 5 Novembre, Ronzi afferma che l'omofobia è una malattia, che di discriminazione si muore e che lo scopo della CRI è appunto quello di prevenire ogni forma di sofferenza ed ottenere il rispetto della persona umana in quanto tale.


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