Un pensiero per Doris Lessing, premio Nobel della letteratura nel 2007

18/11/2013

Ieri la notizia della morte alla età di 94 anni di Doris Lessing, la scrittrice aveva ricevuto il premio Nobel per la letteratura nel 2007 ad 88 anni di età e lo aveva commentato con spirito: "Non possono dare il Nobel ad un morto (...) meglio darmelo prima che fossi fuori gioco".
Ha continuato a scrivere fino al 2008, quando ha pubblicato l'ultimo lavoro: "Halfred ed Emily".
Il suo nome reale era Doris May Tyler e la sua storia è di quelle ricche di esperienze in viaggio.
Nata in Iran a Kermanshash, vicino Teheran, il 22 Ottobre del 1919 da genitori inglesi trasferiti nei territori coloniali, si ribellò presto alla famiglia ed alla educazione scolastica: abbandonò la scuola a soli 15 anni e continuò i propri studi da autodidatta. L'autrice è stata due volte sposata ed ha avuto tre figli, ma si è separata tutt'e due le volte,  la prima 1943 con due figli del primo matrimonio e la seconda  e nel 1949:  è rimasta sola ad appena 30 anni. Nel 1950 si è trasferita in Europa.

Ha scritto molto libri, romanzi e racconti dei quali il più noto è "Il taccuino d'oro" che le ha fruttato la candidatura al Nobel e l'aura di scrittrice femminista: idea peraltro poco condivisa dalla stessa autrice, che non voleva considerarsi una profeta del femminismo, né far guerra al sesso maschile in quanto tale ...
Nel 2007 ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione:
"Cantrice dell'esperienza femminile che con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa".

La notizia è stata data ieri dal Guardian che la definisce "uno dei maggiori scrittori di fantascienza della seconda metà del XX secolo, una persona che ha vissuto trasformazioni importanti della sua propria espressione artistica: da comunista a femminista recalcitrante a Cassandra ad antropologa cosmica"
Una personalità affascinante, giramondo, nomade, brillante,  umile, ma soprattutto trasgressiva: negli anni '80 ha perpetrato una sorta di truffa,  un inganno ai danni dei suoi editori, presentando un manoscritto sotto la copertura di un nome sconosciuto.
Il manoscritto fu respinto,  Lessing fece questo per dimostrare quanto pregiudizio può esservi anche solo su di un nome: "uno sconosciuto non può ottenere attenzione".

A descrivere ciò che lei è stata, ha creduto e voluto essere, forse basta una delle sue stesse frasi:

"Io non credo più di possedere un pensiero, credo che c'è un pensiero intorno ..."


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