Il bambino capriccioso

14/12/2013

Accade abbastanza di frequente che una coppia di genitori giovani o meno giovani si rivolgano allo specialista perché incontrano difficoltà nell'educare il loro bambino, che si dimostra così capriccioso e collerico da dover essere sempre accontentato ...
Naturalmente le situazioni che si possono presentare sono anche molto diverse tra loro, ma io qui intendo riferirmi solo ed esclusivamente a quei casi in cui il piccolo è fondamentalmente sano  e con un adeguato livello di sviluppo sotto ogni profilo.
Questo tipo di difficoltà viene percepita con frequenza crescente in diversi nuclei familiari.
Da cosa dipende? 

La prima considerazione da fare è che la famiglia è cambiata, anzi la struttura dei rapporti familiari è in corso di trasformazione e pertanto la definizione dei ruoli all'interno della coppia dei genitori è soggetta a varie forme di contrattazione interna che, fintanto non si giunga ad una ripartizione concordata dei compiti ed ad un reciproco riconoscimento, comporta necessariamente qualche forma di conflitto.
La presenza di conflitto nella coppia si esprime pressoché inevitabilmente anche in un disaccordo nelle modalità educative, rischiando di comportare in alcuni casi delle incongruenze nei messaggi  ricevuti dai bambini. A fronte dell'incoerenza i piccoli possono sentirsi confusi, arrabbiati e portati a manipolare.
Se le consegne e le risposte sono contraddittorie il bambino non capisce cosa va bene e cosa invece no e quindi cerca lo spazio di manovra utile ad ottenere il soddisfacimento preferibilmente immediato dei propri quotidiani desideri, vale a dire quello che va bene per lui.
La cosa interferisce con la sua maturazione ed in particolare con l'acquisizione di quel principio di realtà, che ne rappresenta una tappa fondamentale.
La trasformazione della famiglia, d'altro canto, non riguarda solo la definizione dei ruoli genitoriali all'interno della coppia, ma anche la drastica riduzione del numero dei figli nel nucleo familiare.
Oggi è sempre più frequente il figlio unico, regolamentari, potremmo dire, i due figli, già numerosa la famiglia con tre.
Come si traduce sul piano relazionale questa inversione nel rapporto numerico  genitori/figli?
Risulta intuitivo che nella inversione del rapporto, i bambini prendono maggiore spazio nella attenzione dei genitori: in un certo senso diventano più importanti, ma anche meno indipendenti, quando mancano fratelli con cui relazionarsi alla pari ed il carico prevalente cade quindi sul rapporto con i genitori.
Può accadere che venga negata la scala generazionale ed il bambino si ponga allo stesso livello dell'adulto o può accadere che le relazioni divengano in qualche misura sovraccariche perché  vengono convogliati su di un unico legame affettivo tutti gli investimenti, i bisogni e le aspettative.
Gli squilibri capaci di generare disagio sono diversi e così le strategie che possono risultare utili al superamento della situazione: quello che rimane vero nella stragrande maggioranza di casi è che se la prepotenza ottiene il suo scopo, questo genere di comportamento tenderà e consolidarsi, ad intensificarsi ed aumentare nella frequenza ... come è naturale per tutti.

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