La tempesta

01/12/2013

Si incrociano gli sguardi protetti dalla plumbea luce del cielo, nei contorni sfumati, nell'incertezza di un significato che non si rivela, ma opprime nella nebbia.
Le ombre passano  somigliandosi tutte, ora puoi parlare nel vento per curare quella tranquilla ed abituale solitudine, vissuta ed accettata da sempre,  nondimeno sofferta.
Le ombre volteggiano, mormorando sussurri fin dentro le orecchie, sfuggenti e beffarde: il conto non torna e rimane a te stesso finché infuria il vento, finché non ci credi.

Sarà l'ombra un riflesso della luce morente o la figura dubbiosa e nascosta di un viandante smarrito?
Un canto umano: melodia della tempesta.
Un cielo senza stelle, solo mare furioso nel cerchio dell'orizzonte, solo ombre sbiadite  turbinanti nell'aria con le gocce di pioggia, che ti colpiscono in viso, ma ne incroci lo sguardo: basta solo un istante a lacerare il velo ed  un fiotto improvviso, come la piena di un fiume, ti investe di  lusinghe e minacce.
Tu,  colonna nel buio, già sai e non puoi aver paura, non ti lascerai  andare, ma resti, passo dopo passo combattendo col vento, come se  questa fosse la strada ...  perché tu sempre ...

Attraversi
il deserto
impugnando
fatica e dolore.

Tu accogli
l'istinto
che protegge
le sue creature,
confondendo
nella nebbia dei sensi
i più feroci
affanni sofferti.

Cercando  la fonte riarsa
che scioglie
allo struggente
abbandono.
Assaggiando
la pioggia
ed invocando
una lacrima ...

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