Nelson Mandela ha donato alla storia il protagonista umano

06/12/2013

Mi unisco al coro in tono sommesso: saluto Mandela, l'uomo, la sua storia, la sua passione e la sua rabbia, la sua dignità ed il suo diritto  di vivere, calpestato e negato durante 27 lunghi anni di prigionia, che sono bastati a divorare la sua giovinezza e la sua  salute, ma non a  domarne lo spirito!
Saluto oggi la sua fede di capopopolo invasato, come tutti i profeti, nell'incitare alla ribellione ed alla lotta.
Saluto la profondità del suo animo così grande da poter contenere sofferenza ed umiliazione senza impoverirsi nell'odio, ma arricchendosi nella tolleranza e nella solidarietà.

Qualcuno ha detto che la sua grandezza si è espressa nella capacità di perdonare e perseguire infine la pacificazione: era anche la cosa più intelligente e lungimirante da fare, vero, ma non per questo la più facile dopo i suoi vissuti e l'esperienza della sua vita.
Ventisette anni di segregazione, maltrattamenti ed abusi: la salute minata gravemente e per sempre ... come immaginare che un sopravvissuto ad un campo di sterminio nazista sia andato a vivere in Germania a perseguire la pacificazione col popolo tedesco, invece che andare in Israele ad uccidere palestinesi ... mica facile!
Era malato da tempo ed è morto  a 95 anni in casa sua a Johannesburg: la notizia è stata data ieri sera da Jacob Zuma attuale presidente del Sudafrica.
Una vita spesa contro l'apartheid, un grande vecchio: Madiba il suo nome tribale, quello che contiene l'anima del ragazzo, il piccolo Madiba, il bambino, il giovane, il guerriero, il grande Madiba ...
Il razzismo oggi non è sconfitto, ma noi abbiamo un esempio di fede,  di forza  e  di perdono che (forse) può ispirarci.




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