Impoverimento familiare: l'indagine bankitalia

Sono stati pubblicati oggi sul sito di Bankitalia i bilanci delle famiglie italiane relativi all'anno 2012: si tratta di  uno studio complesso che prende in considerazione diversi indicatori per analizzare lo stato patrimoniale delle dei nuclei familiari in Italia.
Risulta in aumento la disuguaglianza sociale in quanto nel 2012 il 10% delle famiglie più ricche possiede il 46,6% della ricchezza familiare totale, in aumento rispetto al 45,7% registrato nel 2010.

L'analisi viene svolta a cadenza biennale e tutti i dati del 2012 sono stati quindi paragonati a quelli del 2010.
La concentrazione della ricchezza procede  in aumento tendenziale ed è arrivata al 64% nel 2012 contro il 62,3% del 2010 ed il 60,7% del 2008.

La povertà familiare è in aumento: il reddito familiare medio nel 2012 è calato del 7,3% rispetto al 2010. Le famiglie indebitate rappresentano un quarto (il 25%) della totalità dei nuclei familiari, ma si tratta per  lo più  di famiglie con reddito medio alto che hanno contratto mutui per acquisti o ristrutturazioni di beni immobili. Condizioni di vulnerabilità finanziaria (rata per finanziamenti superiore al 30% del reddito e reddito inferiore alla mediana) interessa il 2,6% della totalità delle famiglie.
Un indice dell'impoverimento familiare è rappresentato anche dall'andamento del cosiddetto reddito equivalente (ovvero il reddito che ciascun individuo dovrebbe avere per conservare vivendo da solo il tenore di vita della famiglia) questo indice, che si aggira mediamente intorno ai 1.500 euro, presenta un andamento  variabile in rapporto alla età, prima crescente dai 1.250 euro a 18 anni fino ai 1.800 per l'età matura tra i 55 ed i 64 anni e poi in discesa con i 1.700 euro degli anziani, ma complessivamente l'indicatore è in calo tra il 2010 ed il 2012 del 6%. 
La maggiore riduzione di questo indicatore riguarda i più giovani, risultando ridotto di 15 punti percentuali nella fascia compresa tra i 19 ed i 34 anni e di 12 punti tra i 35 ed i 44 anni.
La media del reddito familiare netto annuo  è di 30.380 euro, ma la distribuzione del reddito segue una curva specifica e la mediana (ovvero il reddito che ha maggiore frequenza) è di 24.590 euro annui corrispondenti a 2.050 euro mensili. Il reddito è superiore nelle famiglie con capofamiglia che abbia un titolo di studi elevato (laurea) lavoratore autonomo o dirigente e di età compresa tra i 45 ed i 64 anni, redditi più bassi si registrano al sud e con capofamiglia di nazionalità non italiana.
La media del reddito individuale è più bassa per le donne ed al sud.
La percezione soggettiva degli intervistati è preoccupante: il 35,8% delle famiglie ritiene di non poter arrivare a fine mese: erano il 29,9% nel 2010. Le spese per consumi corrispondono all'81% del reddito.
La ricchezza familiare nel 2012 è calata del 12,7% rispetto al 2010 e la mediana attualmente è di 143.000 euro, comprensivi dei beni immobili, la cui svalutazione di mercato sarebbe la maggiore responsabile della riduzione patrimoniale, comunque sempre con le differenze di distribuzione legate alla classe sociale ed alla collocazione geografica (meglio laureati,  lavoratori autonomi e dirigenti del centro nord).


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