Magie e creature lunari (poesia)

Tutti qualche volta abbiamo alzato gli occhi al cielo forse per caso e svogliatamente, perché così presi da noi stessi e dai nostri pensieri da non conservare nello sguardo la luce che colpisce, esplora  e rivela le cose che ci stanno intorno. 
Consumati dalla cura del quotidiano, siano esse preoccupazioni, incertezze, rabbia, amor proprio, fatica ... banalizziamo ed irridiamo l'immenso, mentre riempiamo di significati ed importanza cose prive di senso in un impoverimento progressivo ed irreversibile dell'animo e della mente.
La luce dei nostri sguardi si affievolisce e si estingue fino a quando le cose appaiono banali, scontate, come un sipario calato davanti ai nostri occhi per restringerne il campo, come si usa ai nostri cavalli perché non abbiano a distrarsi guardando altrove, ma possano vedere solo il pezzetto di strada che gli sta davanti e che devono percorrere facendo lavorare i muscoli dei quattro arti ...
Quel pezzetto di terra che rappresenta la lunghezza del nostro passo nella concretezza della vita di ogni giorno è quello che guardiamo e  che riusciamo a vedere ... 
Ma accade, anche solo per caso, nel raddrizzare la testa nel guardarsi intorno ed in alto, di percepire un respiro che solleva il petto in una inattesa soddisfazione ...
Lo so: state sghignazzando e pensate che finirò per inciampare ... 
Tranquilli: è già nel conto e se cadendo resto viva, riderò con voi ...
Intanto dedico a voi, cari amici, ed alla luna questo pensiero in versi ...

Notte lunare

Volto diafano,  
sfiorato da ali sottili 
e fuggenti 
di candide nubi, 
che rincorrono tacite
 i raggi d'argento. 

Scorron veloci 
in avanti 
e tu, annegata 
in aloni di luce, 
immota contempli 
ogni cosa. 

Domini il cielo
imbrigliato
in ricami lucenti. 
Così il tuo viaggio
distante e immutato
sull'orizzonte cupo di attese.

Trascorrono innanzi a brandelli 
le nubi stracciate e con esse 
memorie inquiete e speranze, 
snodando le vie del pensiero.  

Tu ferma riaccendi ogni sera 
la strada incorrotta 
dal passare di anni e stagioni. 

E ancora tu guardi 
e ancora splendente 
e ancora sorprendi 
incantando bambini 
e fanciulle in amore. 

Ancora tormenta 
la tua pura bellezza 
la rabbia delusa 
dei cuori malati. 
Tu luna non piangi? 
E non cadi? 
Quando bassa sul mare infuocato 
tramonti 
e ne sanguina l'aria. 

Navigare lontano 
sgomenta 
e lenisce 
la fatica sofferta 
percorrendo il sentiero di vita.

Commenti

Posta un commento

Allora? Che ne pensi?

Post popolari in questo blog

Le sette (vere) poesie più brevi al mondo

Esiste la cattiveria? Cosa significa essere cattivi? Come accade e come difendersi?

Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati

L’ombra di Peter Pan

Il cielo stellato (poesia)