Regole e trasgressioni ...


Cosa è una regola? Contrariamente a quanto viene percepito da molti, regola non è sinonimo di divieto.
Questo sento l'esigenza di chiarirlo, anche perché appartenendo alla generazione del è vietato vietare, avrei difficoltà ad affrontare l'argomento con serenità.
Ora se voi state pensando che io sia il tipo che può avere qualche problema con le regole, beh non vorrei deludervi, ma potreste avere ragione, nel qual caso siete autorizzati a considerare il contenuto di questo post essenzialmente di carattere introspettivo: diciamo così una sorta di dialogo socratico col mio superego ...
Voi vi chiederete che c'entra Socrate col superego freudiano: ecco, come vedete è pur possibile che io abbia qualche problema con le regole, ma voi (dovete riconoscerlo) avete la tendenza a rimanervi ancorati con così avvilente conformismo!
Col vostro permesso dunque (ed eventualmente anche senza) procederò nel mio confronto interiore (vi piace di più così?).

Dunque volendo (giacché si deve) definire in senso positivo e costruttivo la parola regola, potremo dire che regola definisce una modalità o sistema di funzionamento, cosa ben diversa dal divieto per se stesso, come ognuno può comprendere.
Ora per rendervi edotti di tutte le sfumature di significato della parola regola, apro il dizionario dei sinonimi e dei contrari di Aldo Gabrielli e trascrivo testualmente:

Regola = guida, canone, disciplina, direttiva, criterio, chiave, consiglio, consuetudine, costume, dettame, direzione, fondamento forma, formula, formalità, governo, indirizzo, insegnamento, istruzione, istituzione, legge, massima, metodo, sistema, modo, modello, norma, ordinamento, regolamento, prammatica, proposizione, proporzione, regime, rigore, rito, usanza, moderazione, freno, misura ....

Esaustivo piuttosto, ma a parte la parola freno, non ve ne è contenuta alcuna altra avvicinabile alla parola divieto. Diciamo che per quanto mi riguarda prediligo l'accezione di metodo, sistema, modo, modello.
La regola è accettabile esclusivamente in quanto modalità di funzionamento efficiente ai fini del raggiungimento di un obiettivo. Definito l'obiettivo e gli strumenti ovvero le risorse di cui si dispone, viene tracciato un percorso utile e praticabile per il raggiungimento dell'obiettivo: tale percorso rappresenta la regola che dobbiamo riuscire a dare a noi stessi ed a quanti sono coinvolti nello stesso percorso per progredire nella direzione desiderata. Questo comporta che l'osservanza della regola implica la comprensione e la condivisione di obiettivi e tecniche o strategie prescelte, in particolare la condivisione degli obiettivi è una condizione imprescindibile, sulle tecniche si possono fare sacrifici di reciproco adattamento, sugli obiettivi direi che è più difficile.
Mi spiego con un esempio banale: prendiamo la storia di Cappuccetto Rosso.
La bambina doveva attraversare il bosco per portare il cestino con la cena alla nonna malata: bene rispetto a questo obiettivo Cappuccetto ha trasgredito, ma di chi era l'obiettivo? Della sua mamma, ovvio! A leggere la fiaba, si direbbe che l'obiettivo di Cappuccetto era invece quello di godersi una magnifica passeggiata nel bosco da sola, curiosando tra fiori e funghi ... questo solo per esemplificare che la trasgressione è inevitabile in assenza di una completa e reale condivisione degli obiettivi proposti.
All'interno di gruppi di individui gli obiettivi vengono imposti dai soggetti dominanti, ma anche nella più genuina democrazia, dalla maggioranza: la condivisione ed il consenso unanimi non esistono (è già abbastanza difficile mettersi d'accordo con se stessi) per cui esisterà sempre una minoranza (nel migliore dei casi) che non condivide gli obiettivi e che trasgredirà alle richieste di adattamento.
Nelle democrazie più forti, evolute e consolidate la minoranza viene contenuta, tollerata e rispettata, nei regimi autoritari viene soppressa, nelle finte democrazie emarginata, additata, accusata ed ostracizzata ...

Ora, vorrei che voi vi rendeste conto del fatto che tra le sfumature di significato della parola regola, io ho preso in esame la sua accezione più positiva, quella non solo accettabile, ma anzi indispensabile per il funzionamento di un qualsivoglia sistema ...
provate ora a chiedermi a cosa si deve la natura del mio disagio nell'affrontare l'argomento regole ...
E voi? Come ve la cavate??

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