Il crescendo di "dissidenza" nel M5s è una funzione matematica??

Lo so, la cosa è trita e ritrita, ma non ci posso fare niente: il fatto è che in questi giorni si è sollevato questo gran polverone per l'espulsione dei quattro senatori 5 stelle. A scanso di equivoci, vado subito a precisare che nessuno paga e sovvenziona quello che viene scritto in questo blog, quindi è inutile trollare, nel caso girassero nei paraggi i guardiani della ortodossia pentastellata (che si dice in rete ne siano parecchi e sciolti, più  efficienti dei dissennatori) come dicevo ne parlo perché ne voglio parlare, ma non sono pagata per questo, neanche da Grillo giusto per la chiarezza.

Questi dissidenti dicono che Grillo non può essere contraddetto ... e che ci voleva per accorgersene?
Potevano aspettare ancora un altro poco, tanto è sempre stato così, ma si vede che la frustrazione logora sempre più col passare del tempo e questo crescendo di uscite, io mi domando se può avere una sua rappresentazione, diciamo sui due assi cartesiani.
Sulle ascisse mettiamo il tempo e sulle ordinate il numero di parlamentari che escono dal movimento: otterremo una curva che non è una retta, ma molto più simile ad una funzione esponenziale.
I processi in rete inizialmente riguardavano un parlamentare per volta, reo, che so, di avere rilasciato una dichiarazione fuori dal controllo dei comunicatori designati da Grillo o di avere detto che infarcire un post di parolacce è un pò puerile e talvolta disgustoso
Opinioni legittime, certo: non c'è insulto né diffamazione e nessuno ti arresta, ma ... dal movimento 5 stelle ti espellono (mica è un servizio pubblico: è privato e possono licenziarti anche senza giusta causa) con la benedizione della rete.
Questa rete poi che in mano a Grillo somiglia sempre più ad uno stormo di rapaci necrofili appollaiati sui loro divani ad aspettare alle finestre del loro desktop che gli venga lanciata nell'arena la prossima preda messa all'indice e sulla quale saranno liberi di  esercitare il sovrano potere del pollice verso .... meglio di Nerone: panem et circenses.
E questa volta siamo oltre misura: quattro senatori! Per la cronaca, Lorenzo Battista, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella e Louis Alberto Orellana.
La cosa non è piaciuta alle teste pensanti del movimento: hai voglia a dire che lo fanno per denaro, (però, mica solo Grillo ha il diritto di essere ricco) ma in realtà vuoi mettere la soddisfazione di sedere nei banchi del parlamento con la stessa dignità di quelli eletti in altre aree, che hanno il diritto di esprimere opinioni,  dubbi e riserve personali (senza per questo essere gettati in pasto agli avvoltoi) piuttosto che figurare come una qualunque nullità comprata e telecomandata da Beppe il nababbo?
Eh già: pare che il movimento gli appartenga.
Ma si era mai sentito che un movimento politico potesse avere un proprietario? 
Non so, una roba da Russia zarista (sapete le anime morte di cui parlava Gogol).
Fatto sta che questi quattro senatori non usciranno da soli: al momento sono in sei quelli che hanno presentato le dimissioni al Senato, ma di essi solo uno degli espulsi, per cui tecnicamente saranno minimo nove. Dimissioni ufficiali sono state presentate dai senatori: Alessandra Bencini, Laura Bignami, Monica Casaletto, Maurizio Romano e Maria Mussini, ma la spaccatura si è estesa anche alla Camera dove i deputati Tacconi e Catalano hanno deciso di uscire dal M5s ed entrare nel gruppo misto. Dunque nel piano cartesiano rappresenteremmo questa cosa come una funzione esponenziale: insomma una matematica sofisticata quella del M5s.
Pensare che il povero Bersani in tempi non sospetti si era fermato all'addizione per calcolare i numeri al senato ....

Commenti

  1. Be... c'è da dire che chi è entrato nel movimento ci è entrato volontariamente e consapevole delle regole...
    Comunque sono da capire... non è facile rinunciare rinunciare a tutti quei soldi...

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  2. Be... c'è da dire che chi è entrato nel movimento ci è entrato volontariamente e consapevole delle regole...
    Comunque sono da capire... non è facile rinunciare rinunciare a tutti quei soldi...

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  3. Non credo che il problema sia nei soldi: Grillo nel suo blog non parla d'altro che di letame (usa peraltro una terminologia diversamente colorita) e di soldi (che ne rappresentano un equivalente simbolico) ma il discorso non è così riduttivo.
    Le persone messe all'indice hanno fatto il possibile per evitare l'espulsione (se il loro interesse fosse stato di riappropriarsi dello stipendio non ne avrebbero avuto motivo). Se proprio si vuol capire qualcosa bisogna che all'interno del movimento si inizi ad esercitare una sana autocritica ... cosa effettivamente impensabile per Grillo. Ripetere ossessivamente m.... e soldi non risolve i problemi e neanche abusare del meccanismo del capro espiatorio per sfogare periodicamente rabbia, frustrazioni ed insoddisfazioni dei militanti nella speranza di ripristinare gli equilibri. Se l'equilibrio non c'è la situazione è destinata a riprodursi. Questa non è la prima e non sarà l'ultima: una rivoluzione non nasce da un movimento posseduto come un'azienda dal suo fondatore ... Esiste una contraddizione alla base rispetto alla quale non vi sono epurazioni che bastino: questa è la realtà!

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  4. Scusami... non sapevo che tu fossi in possesso della "realtà"....

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  5. La realtà non la si possiede, ma senza paraocchi la si può vedere ....

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