I disegni dei bambini

Personalmente sono sempre stata affascinata dal disegno infantile, ma non soltanto: sono attratta anche dal  mistero primitivo ed avvincente dello stile pittorico cosiddetto naif per non parlare dei graffiti e dei segni tracciati sule pareti delle grotte dai nostri progenitori.
Deve essere vero almeno in parte che l'ontogenesi ripercorre in parte la filogenesi e che la vita e lo sviluppo di ciascun individuo rappresentano una breve ed essenziale sintesi della storia dell'umanità.

Fatto sta che i bimbi imparano a parlare prima che a disegnare: la rappresentazione grafica è un simbolismo diverso dalla parola, più immediato nella lettura e riconoscimento, ma più difficile da produrre e rappresentare per la complessità degli elementi (forma, rapporti spaziali, proporzioni, etc) che devono essere percepiti ed integrati nella riproduzione grafica.

Durante i primi anni di vita il tratto grafico è puramente espressione di una attività motoria, ma non assume valore rappresentativo: siamo allo stadio dello scarabocchio. Il bambino traccia i segni casualmente  senza che questo abbia per lui particolare significato se non quello correlato al movimento. Nello stadio immediatamente successivo compare la tendenza a tracciare forme circolari, che vengono disegnate in senso orario quando è usata la mano destra ed antiorario, se viene adoperata la sinistra.
A partire dai 3 anni è possibile cominciare a chiudere un cerchio ed a tracciare linee rette orizzontali e verticali. L'acquisizione del linguaggio e quindi di rappresentazioni mentali e di capacità simboliche sostanzia di significato rappresentativo la produzione grafica e determinati segni possono essere denotativi di oggetti, pur mancando la corretta rappresentazione delle forme, proporzioni e rapporti spaziali: subentra cioè la fase del disegno cosiddetto ideografico.
La caratteristica del disegno ideografico è quella di non contenere, se non in forma molto approssimativa, alcuni elementi dell'oggetto rappresentato, ma soprattutto quella di rivestire diverse attribuzioni di significato in diversi momenti: di volta in volta, se domandiamo al bimbo cosa è ciò che ha prodotto, egli potrà fornire risposte diverse a seconda di ciò che passa nel suo pensiero, così una forma irregolare può essere una nuvola e poco dopo un aquilone. I primi rapporti spaziali percepiti e rappresentati sono il dentro-fuori e sopra-sotto. Col tempo il bambino inizia ad essere in grado do rappresentare più correttamente, benché sempre approssimativamente, dimensioni, proporzioni e distanze. Vi è una sorta di elencazione o enumerazione degli oggetti e delle loro parti, ma il modello reale non viene riprodotto fedelmente.
La percezione dell'insieme è globale, ma non sintetica, bensì sincretica ed ancora frammentaria.
Il disegno rimane a lungo soggettivo: il bimbo disegna ciò che vede ed è per lui importante e significativo (realismo intellettivo) per questo motivo fino alla preadolescenza il disegno infantile viene utilizzato anche come test proiettivo in quanto contiene elementi che rivelano i significati emotivi e gli investimenti  affettivi del bambino sugli oggetti rappresentati.
A questo proposito va detto che, benché esistano simbologie pressoché universalmente riconosciute, l'interpretazione del disegno infantile è un pò come l'interpretazione di un sogno e non può prescindere dalla conoscenza del bambino nella sua realtà e nella sua esperienza vissuta.
Nella produzione di un disegno complesso ad esempio non è difficile comprendere che ciò che viene disegnato per primo, più grande e con maggiore dovizia di particolari è quello che il bambino si vive come più importante. L'assenza di alcuni dettagli, la scelta o la mancanza di colore possono essere rivelatori di specifiche situazioni, ma in tutti casi è necessario approfondire la conoscenza del bambino per interpretare correttamente il significato dei disegni: immaginarsi che un determinato carattere o tipo di disegno corrisponda necessariamente ad una data situazione o specifico problema (come la predilezione per alcuni colori) può generare allarmi ingiustificati! Capita ad esempio di vedere  bambini sani,  inviati a consultazione specialistica dalle loro insegnanti allarmate da  qualche aspetto cromatico del  disegno.

Concludo questa breve nota con un aneddoto che forse farà sorridere: tantissimi anni fa ebbi occasione di interrogarmi a lungo sul disegno di un bimbo che produceva le figure umane sempre con le braccia sollevate.
La simbologia poteva suggerire un abbraccio, ma anche una crocifissione ed ancora un dispiegarsi di ali, ma non era da escludere che il piccolo avesse difficoltà a riprodurre la curva della spalla ed aggirasse il problema, per così dire logistico, disegnando le persone con le braccia aperte e sollevate ... non rivelerò la risposta, ma è evidente che questo elemento è stato valutato integrandolo con molti altri aspetti della osservazione e della conoscenza del bimbo.

Commenti

  1. Birbantella, è come se avessi scagliato una pietra e subito dopo nascosto la mano...omettendo la spiegazione per cui il bimbo di cui narri disegnava figure umane con le braccia sollevate.
    Sollevate, come ?
    In quanto vi sono molti modi di farlo ed ognuno ha il suo significato per Noi adulti ma non ho idea se siano gli stessi per loro...
    Buona Giornata, Clara. :-)

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  2. Ciao Mauri ... :-D non è possibile, né utile sapere tutto ...
    Grazie! A presto e buona giornata anche a te!

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  3. La so io la risposta: il bimbo intendeva disegnare i Supereroi mentre si apprestavano a volare... è quel che facevo sempre anch'io... :)

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  4. Ciao Jennaro! :-D ... eri tu quel bambino? Sono già così vecchia??
    Grazie della tua visita! A presto.

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