Il volto e la maschera: libere associazioni


                                                                         "Recita bene la tua parte:
       in questo consiste l'onore!"

Oggi è il giorno delle maschere che danzano nel carnevale come gioco e scherzo gioioso,  con travestimenti e  burle, ma pensando alle maschere, mi tornano alla mente anche tante altre cose.
La prima, i versi tratti dall'antologia di Spoon River e riferiti alla memoria della signora Reece:


To this generation I would say:
Memorize some bit of verse of truth or beauty.
It may serve a turn in your life
.
My husband had nothing to do

With the fall of the bank -- he was only cashier
.
The wreck was due to the president, Thomas Rhodes,
And his vain, unscrupulous son. 
Yet my husband was sent to prison,
And I was left with the children,
To feed and clothe and school them.
And I did it, and sent them forth
Into the world all clean and strong,
And all through the wisdom of Pope, the poet:
"Act well your part, there all the honor lies."
 



A questa generazione vorrei dire:
mandate a memoria piccoli stralci di versi di verità o bellezza.
Potrebbero servirvi nel corso della vita. 
Mio marito non ebbe nulla a che fare
col fallimento della banca, era solo il cassiere.
Fu colpa del presidente, Thomas Rhodes
e del suo figliolo fatuo e privo di scrupoli. 
Ma mio marito fu spedito in prigione
ed io abbandonata con i bambini
da nutrire, vestire e mandare a scuola.
Ed io l'ho fatto e ne ho mandati quattro
nel mondo tutti puliti e forti
e tutto per le parole di Pope, il poeta:
"recita bene la tua parte, in questo consiste l'onore"



Tutto l'onore giace in questo dunque: sono versi splendidi, intensi e capaci di trasmettere un'idea profondamente umana e sofferta di dignità e forza di carattere
In fondo la signora Reece ha solo recitato la sua parte di madre  sola, era la parte o il ruolo che la vita aveva voluto assegnarle: era la sua maschera?

Poi torna in mente la concezione pirandelliana di "maschera" intesa appunto come una forma di oggettivazione del sé, un abito che ti viene cucito addosso,  ciò che rappresenti e devi rappresentare per gli altri, come essi ti vedono e vogliono vederti, come vuoi tu figurare ed essere considerato, finché l'abito diviene stretto come una camicia di forza e la maschera soffocante, tanto da non permetterti di poter essere o esprimere altro che non sia inerente al ruolo socialmente attribuito, conosciuto ed accettato ....

Poi ancora le immagini delle maschere bianche di anonymous, i misteriosi pirati on line a volte simpatici ed altre meno, ma in effetti dato che sono maschere  saranno anche di volta in volta persone diverse.
Che dire poi delle maschere virtuali indossate coi nick name in uso in diversi tipi di social?

Ed infine un'ultima cosa, una cosa che ho sentito ripetere più volte a proposito di dinamiche di relazione tra singoli individui e gruppi: quando tutto si rompe, si sfascia e finisce ... allora:
"solo alla fine ci si accorge che non era un gioco".

Oggi invece è per gioco, almeno a carnevale, poi  ...

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