La grafica del blog: cambiare conviene?

Quando ho iniziato l'esperienza del blogging avevo l'idea che la presentazione grafica dello spazio fosse importante: gli aspetti visivi, l'armonia nella disposizione degli elementi e la scelta della struttura possono o meno richiamare la curiosità e l'interesse delle persone ed inoltre trasmettono sicuramente un messaggio sul genere di contenuti che potete aspettarvi di leggere  se non addirittura  suggeriscono informazioni sugli orientamenti culturali e su alcuni aspetti relativi alla  sensibilità dell'autore o degli autori.

In generale l'aspetto grafico contiene messaggi e suggerisce impressioni attraverso una modalità comunicativa non verbale, rappresentando essa la struttura che accompagna e presenta i contenuti verbali. Sotto un certo aspetto potremmo assimilare la grafica che accompagna la parola scritta al cosiddetto paraverbale del nostro linguaggio orale.
Se questa analogia fosse giustificata e legittima, allora ci sarebbe da dedurre che l'aspetto grafico contiene valenze assolutamente essenziali che incidono sugli aspetti formali, ma anche sostanziali e contenutistici della comunicazione. Innanzitutto chiarisco per i non addetti ai lavori che per paraverbali si intendono quegli aspetti della comunicazione verbale che sono strettamente vincolati alla parola stessa , come l'intensità e la espressività del tono di voce, la modulazione vocale intesa come velocità, lentezza, scansione, variazioni del volume e del tono e naturalmente le pause. 
Altri aspetti sempre formali del linguaggio parlato, quali la struttura logica e sintattica, la scelta delle successioni e collegamenti tra concetti, utili comunque a trasmettere messaggi subliminari relativi alla importanza ed al valore che si vuole attribuire alle tematiche trattate, vengono comunque considerati più propriamente pertinenti agli aspetti contenutistici.
Limitiamoci qui ad assimilare gli aspetti di grafica di un blog a quelli prettamente paraverbali di un messaggio orale: è evidente che una parte di questo paraverbale può variare in rapporto allo specifico di quella data comunicazione, mentre alcuni altri aspetti restano aderenti al soggetto che produce la comunicazione e di fatto ne rappresentano una connotazione identificativa.
Per dare un esempio, prendiamo due parole comunemente usate nei convenevoli di saluto e proviamo ad esaminarne brevemente qualcuno dei valori aggiunti nel paraverbale:
"Come stai?" (cortese luogo comune, sostanziale indifferenza)
"Come stai?" (curioso, aperto)
"Come stai?" (indagatore, sospettoso)
"Come stai?" (apprensivo, preoccupato)
Si potrebbe continuare, ma credo sia a tutti chiaro che ad una persona di normale e media sensibilità non è difficile cogliere i significati sottesi al paraverbale dei convenevoli di saluto, ma ugualmente chiaro è che sarà comunque possibile riconoscere la voce di una persona nota, quale che sia il suo atteggiamento emotivo nel partecipare ai convenevoli con l'abituale domanda, così come è chiaro che alcune persone produrranno con maggiore frequenza un certo tipo di paraverbale rispetto ad altri ....

Io pensavo dunque che la grafica, una volta scelta, dovrebbe rimanere pressoché invariata nel tempo in quanto rappresenta un elemento identificativo importante in un blog: può essere frivola, seria, pomposa, fantasiosa o semplice, ma cambiamenti radicali della grafica possono talvolta disorientare le persone .... e tuttavia ... il cambiamento è anche movimento, vita e crescita: 
dunque perché porre preclusioni?
Forse allora la cosa migliore quando si sente l'esigenza di cambiare, è conservare comunque alcuni degli aspetti visivi maggiormente caratterizzanti e tali da non lasciare dubbi sulla identificazione del blog, insomma preferire cambiamenti graduali e non radicali in modo da dipanare quel filo di continuità dinamica che pur contenendo cambiamenti, li assimila gradualmente nella propria specifica struttura.




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