La mia torta sbagliata (ricetta ... forse)

Quando voi consultate un blog o un sito di ricette e cucina trovate sempre prodotti perfetti, assolutamente riuscitissimi e splendidi anche solo da guardare in fotografia: talvolta contengono ingredienti ed aromi dai nomi strani ed esotici tanto da farvi sentire irrimediabilmente ignoranti e mediocri operai anziché artigiani dei fornelli.
Questo vale soprattutto per le donne,  nate col destino delle madri nutrici e per le quali la preparazione del cibo riveste aspetti che esulano dalla aristocratica creazione artistica che dà lustro ad una elìte di chef di grido e di moda al momento.

Bene, cari amici ed amiche: con il mio augurio di buona domenica, oggi intendo parlare appunto di questo. Nel caso siate donne e madri, sappiate che trent'anni di attiva  militanza da nutrice costituiscono un'esperienza ben più estesa e profonda di quella che potrebbe fornirvi qualsiasi corso quinquennale sia pure del miglior istituto alberghiero italiano, sicché potete andarne orgogliose, essendo peraltro la vostra cultura gastronomica quella parte della vostra formazione educativa che (almeno qui da noi in Italia) tutt'oggi continua ad essere trasmessa in linea matriarcale diretta.
Poi, a dire il vero, voi disponete di una attrezzatura e di ingredienti abitualmente limitati,  considerato che nessuno dei vostri commensali paga il servizio e  quindi vi toccherà adattarvi in base alle risorse esistenti!
Aggiungiamo pure che il tempo dedicato alla cucina non rappresenta che una piccola parte della vostra giornata di lavoro e che, a causa delle varie incombenze e/o malumori e pensieri del momento non è infrequente che capitino diciamo così distrazioni e piccoli errori.
A chi non è mai capitato di mettere il sale piuttosto che lo zucchero nel caffè?
Non voglio parlarvi della psicopatologia della vita quotidiana, ma solo illustrarvi come l'arte di rimediare agli errori in cucina è una delle virtù cardinali di un buon cuoco o di una buona nutrice ... 
Non fatevi troppe illusioni comunque: se avete messo il sale nel caffè lo dovete solo buttate, ad alcuni errori non c'è rimedio!!
Allora: a cosa si deve questo lungo preambolo? Ecco, vi darò un paio di esempi: qualche giorno fa era mio intendimento preparare l'impasto della pizza. Nulla di più semplice, voi osserverete, farina, acqua, sale e lievito di birra. Infatti: devo darvi ragione, la cosa è semplicissima, ma voi avete notato che tendiamo a distrarci maggiormente proprio quando il lavoro da svolgere è particolarmente semplice?
Il pacco di farina aperto era quasi finito, sicché dopo avere versato nel contenitore abitualmente usato per l'impasto il residuo del pacco aperto, ne prendo un altro ed aggiungo versandone generosamente parte del contenuto ... salvo accorgermi che si trattava di zucchero bianco ...
Non tutti i mali vengono per nuocere, così si dice: ciò che resta da fare è mettere da parte il miscuglio di farina e zucchero, prendere un altro contenitore adatto alla bisogna, ed impastare (stavolta osservando il pacco con attenzione prima di versarne il contenuto)   farina, acqua, sale e lievito per la pizza.
L'impasto richiede almeno un paio d'ore di lievitazione e nel frattempo non resta che contemplare l'imprevisto
intruglio di farina e zucchero che vi osserva trionfante occhieggiando nell'altro contenitore: ovvio che si debba preparare una torta! Come farete?? Non abbiamo pesato nulla! Ecco a cosa serve avere assimilato la cultura millenaria di madri e nonne: davvero credete che pesassero gli ingredienti? Ma niente affatto: loro si regolavano a occhio. Mi rendo conto che la cosa appare complessa a chi non ha ancora una grande esperienza, ma si tratta di osare (basta togliere la D di dosare e ci siamo!).
Diciamo che era meno di mezzo pacco di farina, approssimativamente potremmo pronosticare circa 300 gr. e lo zucchero sembrava tanto, almeno un 250 gr. mettiamo, sempre nel limbo delle ipotesi, ci aggiungiamo 3 uova intere, non perché sia proprio questa la dose giusta, ma perché tante ce ne son rimaste in casa al momento (se ne avete 4 potete metterne 4) poi dato che lo zucchero era in quantità non bene determinata, ma più o meno nella stessa quantità della farina, ci aggiungiamo del cacao (40 o 50 gr. andranno benissimo) così da non farlo riuscire eccessivamente dolce, un bel cucchiaione colmo di margarina e, se l'impasto è troppo denso ci aggiungiamo gradualmente un pochino di latte per volta, fino ad ottenere un impasto denso, ma fluido che tratteremo con lo sbattitore elettrico, alla fine una bustina di lievito in polvere (la dose di mezzo kg. di farina) poi se vogliamo, la bustina di vanillina o altri aromi preferiti, amalgamare bene il tutto, versare il contenuto in un ruoto a cerchio apribile foderato con carta da forno ed infornare in forno preriscaldato a 160° per 40 o 50 minuti, controllare la cottura interna con lo stuzzicadenti prima di sfornare .... otterrete un ottimo dolce da colazione, per domattina, s'intende. A proposito: se, come spesso avviene per i dolci al cacao, la superficie del dolce dovesse apparirvi diciamo eccessivamente bruna (eufemismo per significare bruciacchiata) ovviamente grattatela delicatamente con un coltello e cospargete con abbondante zucchero a velo ...
Mangiate la torta e ....
 Buona domenica imperfetta! ;-)

Commenti

  1. ma che bontà !!!

    hai davvero un bel blog
    ti seguo con piacere
    ti aspetto da me ;)
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  2. Va bene cara ... mille grazie per i complimenti, la torta è venuta buona in effetti ed è già quasi finita ... visiterò i tuoi siti, ti ringrazio per i contatti, non so se riuscirò a trarne abbastanza profitto: sono parecchio casual per pigrizia più che per moda! ;-)

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