Stili alimentari e salute: cattive notizie per i vegetariani!

Leggevo poc'anzi su facebook alcuni commenti scettici ed irritati riguardanti una ricerca austriaca recentemente pubblicata (07/02/2014) su PlosOne: gli studiosi hanno valutato l'incidenza di vari tipi di patologie fisiche e psichiche in correlazione con gli stili alimentari delle persone ed utilizzando criteri di selezione del campione tali da azzerare, per quanto possibile, l'incidenza di altre variabili.
Bene: risulta che una dieta rigidamente vegetariana è associata ad uno stato di salute generale più scadente per maggiore incidenza di disturbi d'ansia, cancro e patologie allergiche.

Apriti cielo!! Tutti ad insinuare (nei social) che si tratti di ricercatori prezzolati dai mercanti di carni ....
Sto ancora ridendo: non capisco perché se una ricerca vi dice che il cioccolato fa dimagrire (punto di vista oggettivamente opinabile) tutti zitti goduti, contenti e sorridenti. Nulla da eccepire in tal caso: solo una piacevole sorpresa. Se invece vi dicono che astenersi completamente dalla carne non giova alla salute, ecco insorgere vegetariani ed animalisti per partire nella caccia alle streghe, presumendo corruzioni ed interessi di chissà che tipo ....

Certo, sarebbe contento Fuerbach nel vedersi convalidata la sua nota asserzione: "L'uomo è ciò che mangia", ma anche la donna io direi ...
Piaccia o no i ricercatori potrebbero avere ragione, in fondo l'homo sapiens sapiens è una specie onnivora. Se rileggiamo con attenzione l'articolo su PlosOne troviamo che sono stati classificati quattro tipi di dieta:

  •  rigorosamente ed esclusivamente vegetariana
  • carnivora e ricca di frutta e verdura
  • carnivora, ma con scarso apporto di carne
  • carnivora con prevalente apporto di carne

Vista la cosa in questo modo, intuitivamente si indovina che le migliori condizioni di salute dovrebbero essere associate con il secondo e terzo tipo di dieta: vale a dire con uno stile alimentare misto ed equilibrato nei suoi componenti e, guarda caso, è proprio così. Agli estremi, benché opposti, ci sono gli errori e sembra naturale: anche nutrienti essenziali, come diverse vitamine ad esempio, possono dare sintomi di intossicazione se sono in eccesso, tanto quanto sindromi carenziali se mancano del tutto!
Nella nostra civiltà occidentale l'allarme riguardo la tossicità di una alimentazione contenente grassi prevalentemente di origine animale è stato lanciato quando, con l'inizio della civiltà del benessere si era stabilita l'abitudine ad un uso eccessivo degli alimenti carnei: questo non necessariamente comporta che la loro totale eliminazione sia salutare!
D'altro canto è scritto nei manuali di medicina che una dieta povera di residui, rallentando il transito intestinale, rappresenta uno dei fattori che possono favorire l'insorgenza dei carcinomi del tubo digerente: la cosa sembra sia stata ampiamente comprovata studiando le abitudini alimentari di alcune popolazioni dove questo tipo di cancro era pressoché sconosciuto. Da questo punto di vista tuttavia, potremmo osservare che il pane bianco pur non essendo di origine animale, potrebbe avere qualche responsabilità nel rallentare il transito intestinale, trattandosi di un alimento di larghissimo consumo, quantitativamente maggiore rispetto ad altri componenti della dieta. Il transito intestinale comunque viene accelerato da una dieta ricca di verdure, ma non necessariamente priva di cibi di origine animale.

Nello studio di cui si discute qui invece, gli autori riconoscono che i vegetariani hanno un BMI (indice di massa corporea) più basso e sono meno inclini ad abusare di alcol e fumo, malgrado questo però, i soggetti risultano più facilmente preda di ansia e depressione e con un maggiore rischio di incidenti cardiovascolari e cancro.
Ora l'unica domanda che io sarei portata a pormi al riguardo è la seguente: non è che le persone capaci di imporsi una restrizione alimentare così rigida possano già in partenza essere leggermente ipocondriache ed ossessionate dai timori per la propria salute? Magari eccessivamente sensibili ai sensi di colpa, tanto da voler negare e rimuovere la propria aggressività orale e la parte della propria natura che li vuole anche predatori e carnivori capaci di cibarsi di altri animali? Non diciamo di creature viventi perché anche le piante sono creature viventi ...
Insomma: l'ansia e la depressione potrebbero essere preesistenti ed anzi rappresentare la radice di una scelta alimentare restrittiva? 
Potrebbe la maggiore vulnerabilità ad altre malattie essere correlata con le caratteristiche di personalità ansiose e depresse, piuttosto che imputabile alle verdure in se stesse??

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