L'Italia dei furbetti: arrestati una trentina di finti invalidi a Napoli.

Una operazione  delle forze dell'ordine, effettuata questa mattina a Napoli, ha portato all'arresto di 26 persone che fruivano di trattamenti pensionistici per finte invalidità, a conclusione di una inchiesta che ha consentito l'individuazione dei simulatori. 
Una donna con deficit visivo ad esempio era perfettamente in grado di guidare e manovrare con l'auto in spazi ristretti, oltre che di leggere tranquillamente.
Tra gli arrestati vi sono 18 sono donne. 
Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Napoli.
L'Inps ha erogato per queste persone pensioni ed arretrati dal 2008!

Sembra una banale notizia di cronaca e non è certo la prima volta che avvengono episodi del genere: sappiamo che i controlli Inps sono divenuti sempre più rigorosi negli ultimi anni e che a volte le persone aventi diritto faticano non poco a vedersi riconosciute le proprie disabilità ed i relativi trattamenti economici.

Questo è infatti il punto:  sul sito Inps  è indicata l'entità della spesa annuale sostenuta per l'erogazione delle pensioni di invalidità civile ed, a parte un rallentamento nel 2010 e addirittura una riduzione registrata nel 2011,  i dati riportano ogni anno un ulteriore incremento: nel decennio che va dal 2002 al 2012 si è passati da 10.912 milioni di euro a 16.591 milioni di euro. L'anno in cui si è registrato il più elevato incremento di spesa rispetto al precedente è proprio il 2002 con un secco 18,4% in più in rapporto al 2001. 
L'unico periodo in cui vi è stata una riduzione è il 2011 con il  2,5% in meno rispetto al 2010 recuperato poi nel 2012 (+2,7%).
In un paese dove buona parte della classe politica è indagata o condannata per vari tipi di reati, il comune cittadino si sente quasi in diritto di arraffare ciò che può: trova il modo di costruirsi degli alibi con la propria coscienza, in fondo non ruba per arricchirsi, ma per sopravvivere e poi "così fan tutti" ....
Non parlo della moda dell'onestà, né del valore dell'onestà, parlo del costume e del malcostume: tutta la nostra civiltà si sviluppa sempre in questa eterna dialettica tra egoismi e tornaconti personali (ha ragione chi è più forte e più furbo, praticamente la legge della giungla) e solidarietà (il rispetto per i propri simili può anche penalizzare in determinati momenti il singolo individuo, ma premia la comunità col raggiungimento di obiettivi qualitativamente e quantitativamente migliori).
L'onestà, intesa come rispetto delle regole, che di norma sono quelle che tutelano il diritto dei più deboli, corrisponde al principio di solidarietà: in una faccenda del genere delle invalidità, ad esempio, astenersi dall'imbrogliare significherebbe anche risparmiare a tanti disabili e tanti genitori, già afflitti dai loro problemi, quella umiliazione in più di dover sostenere una via crucis avvilente e vergognosa necessaria a dimostrare la realtà  inconfutabile dei propri malanni e della propria inabilità: una cosa veramente tristissima! Proviamo solo ad immaginare come possono sentirsi un padre ed una madre che devono sostenere e dimostrare che il loro figliolo ha un deficit  intellettivo, ad esempio, contro una commissione che tendenzialmente nega o minimizza per ... risparmiare!
La necessità di stringere i cordoni della borsa, come la diffidenza degli esaminatori è dovuta al fatto che molto denaro va disperso e regalato immeritatamente ai furbetti, agli invalidi finti, appunto.
Il furbetto però, benché possa essere ben capace di tirare acqua al proprio mulino, difficilmente possiede la lungimiranza necessaria ad apprezzare tutte le conseguenze del proprio operato: in fondo è più stupido che cattivo. Il fatto è che non esiste un valore che non sia relativo al consenso sociale che riesce a riscuotere ed il malcostume, che ormai da diversi anni coinvolge i vertici dello stato, ha finito per costruire un clima culturale di ammiccamenti e collusioni proprio con i furbetti, gli evasori, piccoli e grandi, gli imbroglioncelli e perfino i violenti. Il rivolgimento di questa mentalità che si è andata radicando negli anni, grazie anche agli esempi vincenti di personaggi molto in vista, è l'unica condizione veramente necessaria per riuscire a migliorare: la vittoria di tutti si misura nell'investimento sul futuro, nella qualità del mondo che lasceremo a chi verrà dopo di noi ....

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