L'infanzia deprivata in Italia: il rapporto di Save the children sulla "povertà educativa"

Un milione di bambini in Italia vivono in condizioni di estrema povertà e tre milioni e mezzo sono a rischio di emarginazione sociale a causa di contesti di vita poveri e poco stimolanti sotto l'aspetto formativo ed educativo: questo l'allarme lanciato oggi da Save the children con la campagna Illuminiamo il futuro, sottoscritta da numerose organizzazioni di pediatri, insegnanti, pedagogisti, assistenti sociali ed altre appartenenti al cosiddetto "privato sociale" ed operanti sul campo.

L'analisi di base, ovvero i dati sulla deprivazione socio ambientale in Italia sono allarmanti: l'indice di povertà educativa viene calcolato considerando complessivamente 14 indicatori relativi sia all'offerta formativa presente sul territorio che alle abitudini di vita dei minori. 

  • Offerta formativa territoriale: le regioni maggiormente penalizzate sono quelle del sud Italia dove gli asili nido coprono una percentuale minima della popolazione da 0 a 2 anni: appena il 2,5% in Calabria, malgrado  anche nella regioni più fornite di servizi, come l'Emilia Romagna, la copertura arrivi al 26,5% mentre gli obiettivi europei indicano il 33%. Lo stesso discorso si ripete per le scuole a tempo pieno con le percentuali più alte in Lombardia (47%) e più basse nelle regioni meridionali (in Campania il 6,5% alle elementari ed il 15,3% alle medie inferiori, in Molise rispettivamente il 5,4% ed il 5,1%). La dispersione scolastica arriva al 25,8% in Sicilia, ma interessa anche alcune regioni del nord coma la Valle D'Aosta al 19%.
  • Abitudini familiari e di vita: la lettura, le pratiche sportive, attività culturali (cinema, teatro, musei) e perfino l'uso di internet sono esperienze che mancano ai bambini carenti sul piano educativo. Meno del 25% dei bambini campani pratica continuativamente una attività sportiva ed appena il 16% hanno visitato un monumento durante l'ultimo anno. I bambini che leggono sembrano concentrati nel Friuli (75,7% ha letto un libro nel corso dell'ultimo anno).
Con la campagna illuminiamo il futuro, Save the children si propone di costruire entro la fine del 2014 dieci punti luce distribuiti nelle zone maggiormente a rischio in diverse città italiane (Palermo, Catania, Reggio Calabria, Bari, Genova, Napoli, Roma, Torino, Milano) e di assegnare 1.500 doti educative, vale a dire supporti formativi e sussidi anche economici ai bambini in condizione di povertà educativa

Il progetto parte con una campagna pubblicitaria di sensibilizzazione e raccolta fondi attraverso i media tradizionali. Lo scopo della iniziativa sta nella prevenzione delle condizioni di emarginazione ed esclusione sociale che di solito rappresentano il  destino dei bambini deprivati durante l'età dello sviluppo.

Commenti

  1. I piccoli non percepiscono l'indigenza allo stesso modo degli adulti. La povertà viola quotidianamente la vita di un bambino e può avere un impatto devastante sul suo futuro. Infatti, i poveri hanno più probabilità di ammalarsi, hanno difficoltà di apprendimento e problemi comportamentali, stentano ad imparare e uno scarso rendimento a scuola. Le donne rimangono precocemente incinte e sul lavoro gli uomini sono scarsamente retribuiti, anzi, spesso rimangono addirittura senza lavoro. Per questo motivo, i suoi figli potranno soffrire doppiamente dalla discriminazione razziale: povertà e privazioni!

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  2. Abbiamo una povertà educativa da far paura, e oggi come oggi anche al nord e anche nella mia città..
    E' proprio vero tutto il mondo è paese!
    :::)))

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  3. Tutto quello che dici è vero Jennaro e siccome di solito piove sul bagnato, i bambini meno abbienti sono anche quelli più facilmente esposti agli abusi ed ai rischi della strada! :-(
    Come dice Nella la povertà educativa in Italia è grave soprattutto da noi al sud: speriamo che questo sia un primo passo, certo non si dovrebbero solo tagliare fondi alla scuola!
    Grazie ragazzi (Nella e Jennaro) buona serata :-)

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