L'incipit nella stesura di un post: come cominciare?

Nelle prime quattro o cinque righe di un post (ma anche di un commento o di una storia) di solito ci giochiamo l'attenzione e l'interesse del nostro lettore: cos'è dunque che invoglia la lettura, incuriosisce e fa venir voglia di andare fino in fondo ad un testo completandolo? 
Allora, cari amici (blogger e no) prima di tutto è bene non farci illusioni: sappiate che anche se voi credete di stare offrendo la più preziosa delle gemme che brillano silenziose in fondo al buio vellutato della vostra anima profonda non è detto che troviate per così dire "acquirenti" ovvero lettori.

Accade spesso, come del resto anche nella vita di tutti i giorni, che inizialmente uno riesca a destare un certo interesse intorno a sé quando inizia a pubblicare su un blog: questo effetto normalmente è legato alla curiosità delle persone, motivate a capire e classificare il nuovo arrivato.
Chi è e come si colloca per i vari aspetti che riguardano la sua vita ed il suo modo di pensare e rapportarsi agli altri, ma solitamente si tratta di una popolarità transitoria.
Molte persone, soddisfatta la prima e superficiale curiosità, non continueranno a seguirvi realmente perché la maggior parte della gente ama più parlare di sé che fermarsi ad ascoltare e capire gli altri,  a meno che ....
a meno che naturalmente voi non  riusciate ad essere veramente nuovi in ogni pensiero ed ogni proposta.

Mantenere viva la curiosità è dunque una chiave: l'incipit dovrebbe essere sintetico, di ritmo rapido, dare brevemente un'idea dell'argomento che affronteremo e preferibilmente contenere una domanda implicita o esplicita alla quale ci proponiamo di fornire la nostra risposta.
L'argomento deve essere specifico oppure se proprio vogliamo trattare una tematica astratta e generale è preferibile iniziare considerandone un aspetto concreto o un dettaglio, che appartenga alla quotidianità della gente. La concretezza, sia essa di un sentimento, di una immagine o di una opinione coinvolge molto di più dell'astrazione in quanto attiva canali percettivi ed emozionali che restano silenti se dialoghiamo con la pura logica. Naturalmente molto dipende dal pubblico al quale vogliamo rivolgerci e col quale intendiamo interagire.

Credo sia anche preferibile non dilungarsi eccessivamente, ma cercare di concentrare il più possibile in uno spazio limitato, in modo da non stancare chi legge (non siate narcisisti e non pretendete più spazio e tempo di quanto ne meritiate nella mente di chi è in ascolto) lasciando anche domande aperte che stimolino i commenti e la partecipazione. Personalmente ritengo che i post più interessanti siano quelli che attirano gli interventi ed i commenti di chi legge.
Per quanto mi riguarda credo di avere ancora molto da imparare (chissà se ne avrò tutto il tempo) e voi? Come vi regolate?

Commenti

  1. Tutto giusto.Aggiungerei una importante sottigliezza tecnica: per non affaticare chi legge, è prezioso inserire un rigo di spazio ogni cinque o sei righe, che servono anche come "segnalibro" mentale. Grazie del post utilissimo! ;)

    RispondiElimina
  2. Grazie a te per l'ottimo suggerimento, Virgilio! Ti confesso che mi è venuto in mente di scrivere qualcosa al riguardo perché nel riguardare un mio post di qualche tempo fa mi sono resa conto che io non lo avrei mai letto ... :D la partenza era pedante ed inceppata .... l'ho corretta, ma davvero credo di avere ancora tanto da imparare ...
    Buona serata!

    RispondiElimina
  3. Quando apro la pagina di un blog, la prima cosa che guardo è la lunghezza della scrittura. Se devo scorrere con il mouse per leggere tutto, allora il più delle volte ci rinuncio. Chiudo e vado via... A proposito, qui ho fatto un'eccezione, giusto perché sei te... :-)

    RispondiElimina
  4. Grazie Jennaro!! Sai quale è il problema? Molti di noi subiscono ancora un condizionamento diciamo così scolastico: le prof. erano contente e valutavano meglio i temi più lunghi, ma questo è comprensibile visto che a scuola ci si deve allenare ed esercitare a scrivere, quindi più si scrive e meglio è. Qui la storia è diversa: qui bisogna riuscire a farsi leggere ed è tutt'altro di quello che piaceva ai prof! ;-) Spero di non essermi dilungata troppo :-D

    RispondiElimina
  5. Ciao Clara, come gli altri, sono d'accordo anche io con quanto hai scritto. E concordo anche con il suggerimento di Virgilio, uno spazio tra i paragrafi aiuta la lettura.
    Spingendomi "un po' più in là" credo sia altrettanto importante riportare lo stesso incipit anche quando condividano i nostri post su Facebook o Google+, così da invogliare a "venirci a trovare" sul blog. Spesso la semplice condivisione "nuda e cruda" non basta.
    Buona giornata e complimenti per il post :))

    RispondiElimina
  6. Grazie Domenico! Buona giornata anche a te :-) e terrò in conto anche il tuo prezioso consiglio!

    RispondiElimina
  7. Bel post e bei suggerimenti.
    Tu Clara hai da imparare???? Figurati io!!!!

    RispondiElimina
  8. Grazie Patricia ... io si ho da imparare: imparare è un modo di crescere e se si smette di crescere si comincia ad invecchiare, irrigidirsi ed impoverirsi, mentalmente intendo, ergo sempre abbiamo da imparare, ci conviene! :-) grazie della tua lettura Patricia. Buona serata!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. So che non hai bisogno di pubblicità a io te l'ho fatta lo stesso scegliendo questo post come uno dei migloiori della scorsa settimana. Ti ho taggata qui
      Ciao

      Elimina
  9. Ciao Clara! Arrivo dal blog di Patricia! Molto inetressante questo post...faccio un giro, intanto Piacere di conoscerti ;-))

    RispondiElimina
  10. Grazie Patricia: sei stata molto carina! Ho visitato il blog naturalmente e l'ho condiviso, volevo iscrivermi tra i tuoi lettori fissi, ma mi risponde che ha un problema TECNICO, riproverò ;-)

    Grazie e buona settimana anche a te pinkg! Onorata di riceverti nel mio blog :-D

    RispondiElimina

Posta un commento

Allora? Che ne pensi?

Post popolari in questo blog

Torre Del Greco: il penoso spettacolo delle spiagge invernali

Torre Del Greco: le strade discariche di rifiuti

Quel gran pasticcio della cheesecake (ricetta o quasi)

Corruzione quotidiana: i dati Istat

Le sette (vere) poesie più brevi al mondo