Elogio della vanità

Alcuni di noi considerano un argomento frivolo e leggero tutto ciò che riguarda la cura della nostra "presenza" fisica: la bella presenza viene normalmente richiesta in alcuni tipi di lavoro, che comportano un continuo contatto con il pubblico, quali ad esempio la commessa ed il rappresentante di commercio.
In questi casi l'aspetto della persona dovrebbe risultare gradevole e rassicurante e quindi favorire le attività commerciali trattate, si tratta di un "uso" dell'immagine con finalità specifiche che riguardano l'attività di vendita, potremmo dire che ciò che viene venduto non è soltanto il prodotto in se stesso, ma anche appunto la presentazione che ne viene fatta attraverso l'immagine che il venditore riesce a suggerire di sé.
Il disprezzo della presenza e della cura dell'aspetto fisico credo sia tramandato come un vizio mentale tipico di intellettuali cattolici ed in effetti rappresenta solo un altro modo di ribadire il concetto religioso che vuole affermare la indegnità di ogni cosa materiale, ivi incluso il nostro corpo ed il suo aspetto!
Eppure l'abbigliamento, la postura, l'espressione, la corporatura, l'andamento e le movenze, le inflessioni della voce ed il tipo di linguaggio che utilizziamo, a prescindere dai contenuti trattati, possono raccontare di noi stessi quasi tutto quello che c'è da sapere e, ciò che è più importante, solitamente questo accade al di fuori del nostro controllo consapevole.
Sicuramente è possibile  imparare a conoscere alcuni aspetti di sé invece, appunto osservando la propria immagine: essa di norma contiene sia ciò che profondamente sentiamo di essere, sia ciò che vogliamo sembrare agli altri. 
Aggiungo subito che le due cose non dovrebbero essere troppo distanti l'una dall'altra: nel caso lo fossero infatti, potremmo suggerire un'idea di falsità o stupidità, ma soprattutto dovremmo porci qualche domanda ...

L'immagine pubblica che noi offriamo a chiunque si trovi nei paraggi è qualcosa che non necessariamente noi dovremmo cercare di migliorare o cambiare in alcun modo, ma è di sicuro ciò che abbiamo bisogno di conoscere a fondo per gestire al meglio tutte le le nostre relazioni sociali e lavorative: questo include la consapevolezza dell'impatto emozionale che alcune caratteristiche, come età, sesso, etc. possono produrre su chi entra in rapporto con noi.

Le persone che curano il proprio aspetto, cercando di rispettare i canoni della moda e della bellezza imposti dalla cultura dominante spesso vengono considerate nel migliore dei  casi superficiali e vanesie in quanto il loro investimento narcisistico è massicciamente focalizzato sulla apparenza esteriore nella quale è facile individuare la cosiddetta "vanità". Da questo punto di vista è opportuno chiarire innanzitutto che ciascuno di noi  esprime delle istanze narcisistiche e tutti abbiamo bisogno di un buon livello di autostima e di una nostra area sociale di consenso e supporto, inoltre le stesse persone che rimproverano la vanità a donne ed uomini particolarmente attenti alla cura della persona, probabilmente provano ripugnanza fisica (la sensazione a pelle, per intenderci) magari per gli obesi o quelli che sudano eccessivamente o soffrono di qualche forma di deformità, etc. e dai quali certamente non si sentirebbero minimamente attratti per esempio a livello sessuale, né tanto meno più genericamente interessati allo scambio ed alla comunicazione.
Insomma ancora una volta una forma di ipocrisia agita da sedicenti intellettuali, come cercavo di spiegare prima, probabilmente di matrice cattolica.

A questo punto vorrei proporre una osservazione: nei tempi antichi un re, una regina o qualsiasi nobiluomo e nobildonna potevano presentarsi in vesti da camera o comunque in déshabillé solo innanzi ai servi o comunque a persone di rango molto basso, per i quali non valeva la pena di prepararsi a ricevere, d'altro canto ancora oggi esistono cerimonie ufficiali per le quali i corpi militari usano la cosiddetta alta uniforme: questo suggerisce in effetti che la cura della propria persona può essere una forma di considerazione e rispetto verso gli altri, significa che riteniamo il nostro prossimo gente per la quale vale la pena di prepararsi e della quale teniamo conto del giudizio, per cui non vogliamo sembrare sporchi o trasandati. Di contro  una cura eccessiva della esteriorità rimanda ad una eccessiva considerazione degli altri e probabilmente a profondi vissuti di insicurezza personale.

Detto questo, mi permetto di sconsigliare i tacchi alti per le serie deformità del piede e della colonna che possono produrre, sconsiglierei anche le minigonne vertiginose e le scollature da capogiro in pieno inverno, non eccederei nemmeno nel tentativo, culturalmente condizionato, di dissimulare il passare degli anni: in linea di principio riusciamo a trasmettere una immagine positiva se tali sono i nostri vissuti e quindi il nostro livello di autoaccettazione.



Commenti

  1. Senza voler entrare nel merito del detto: "Chi cerca la verità la trova nella bellezza. Chi cerca la bellezza, può cadere nella vanità", che è tutto un dire, ad interpretazione di chi legge... vorrei solo dire che personalmente, da cattolico di generazioni, non mi sovviene affatto che noi "credenti nel Signore" siamo a conoscenza che i "nostri intellettuali" disprezzano o aborrono la cura della persona, anzi, a cominciare dalle mie nonne (ovviamente tramandato dalle ave) hanno sempre avuto cura della loro persona, così come tutte le donne di fede cattolica che ho avuto il piacere di conoscere, e posso affermare che la cosa è continuata nel tempo con mia madre, le mie sorelle, le figlie... Cosa, invece, che non possono dire le donne invise alla Religione Cattolica. Chiaramente, sto parlando delle cosiddette "femministe" di sinistra, atee, sciatte, trascurate ... notoriamente disattente ai gusti degli uomini...

    Scusami, Clara, ma ho reputato doveroso ... :-)

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  2. Eheheheh doveroso, certo: mi sarei stupita del contrario, caro lei! :-D Non mi risulta che le femministe siano sciatte e trascurate: probabilmente esse soddisfano il proprio narcisismo nel suggerire nell'aspetto l'immagine di donna pensante, piuttosto che bella ed appetibile per gli uomini, ma non sono sciatte, né insensibili al desiderio maschile, che mi pare il concetto di libero amore abbia tenuto in debito conto insieme a quello femminile, trascurato in altre culture ....
    Buongiorno Jennaro!

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  3. Buon pomeriggio a te Clara, ovviamente fremerei dalla voglia di fare dei nomi "altosonanti" di donne della politica e delle scienza che meglio illustrerebbero le mie parole... ma la mia religione mi impone di fare il galantuomo e stare zitto, sennç vado all'inferno. E tu capisci che qui già (con la prima immagine) sento caldo... :-)

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  4. ahah anch'io sento caldo Jennaro ed apprezzo questo tuo modo di impersonare il gentiluomo vecchio stampo :-)
    "l'inferno esiste solo per chi ne ha paura" (Fabrizio De André)
    non ti preoccupare: tu non sei il tipo da finire all'inferno: un poco di purgatorio però per tutte le punzecchiature .... ;-))

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  5. Grazie, ma spero che il buon Dio sia affaccendato in altre cose e che non abbia letto le mie ultime parole... :-D

    Naturalmente per me è sempre motivo di piacere poterti leggere :-)

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  6. :-) per queste ultime parole ti abbuono il purgatorio, và :-D

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  7. Ormai è universalmente riconosciuto che essere "curati" contribuisce al successo in ogni campo. L'imprinting della cosiddetta prima impressione pare resti indelebile. Al di là delle disquisizioni di ordine religioso, e qui sono d'accordo con Jennaro, credo che un'immagine curata e un pò vanesia sia indispensabile al giorno d'oggi.

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  8. Intendevo appunto sottolineare l'importanza dell'immagine, Antonio: credo che ai politici ed ai personaggi pubblico la cosa sia chiara, ma non è detto che debba trattarsi di una immagine convenzionalmente considerata "pretty".
    Credo sia importante essere consapevoli della immagine che si rimanda, dell'effetto che può sortire sui diversi tipi di persona e quindi riuscire a gestirla per indirizzare la comunicazione nella direzione desiderata ...
    (non dubitavo che tu fossi d'accordo con Jennaro e tuttavia lo snobbare la cura della esteriorità è effettivamente parte di un certo tipo di cultura che disprezza ciò che è materiale).
    Dall'antologia di Spoon River:
    "recita bene la tua parte: in questo consiste l'onore"
    qualunque sia la parte che vuoi o devi recitare ...
    Grazie del tuo contributo Antonio!
    Buon pomeriggio.

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  9. Complimenti Clara per il pezzo piacevolissimo come i commenti, pur se limitati a trattare femministe o bacchettone. Su questo vorrei perorare la forza della maggioranza delle Donne che non sono né le prime né le altre, ma amano far trasparire la propria individualità e fermezza di idee. Buona serata

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    1. Grazie Nino: trovo adorabili gli uomini che mi sostengono! Confortante sentirsi appoggiati e protetti :-))
      Personalmente non sono particolarmente bacchettona, ma forse nemmeno particolarmente femminista. Buon pomeriggio!

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  10. Purtroppo, si tende a considerare le Persone per quello che rappresentano e non per quello che sono, Inconsapevolmente, è un errore che capita a tutti salvo non ci si imbatta in chi pensa di essere al di sopra degli altri.
    Considerando che il primo impatto, per Noi normo-dotati è quello visivo un aspetto curato innalza la fiducia iniziale che varierà poi per come ci esprimiamo e anche su quali erano le aspettative del nostro interlocutore.
    A livello di bellezza femminile, includerei anche il fascino che se lo possedete porta in secondo piano anche il trascorrere del tempo. :-)

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    1. Grazie Mauri, mah guarda tutto ciò che noi conosciamo degli altri è apparenza, ovvero l'aspetto fenomenico, come del resto per tutta quanta la realtà che ci circonda: dobbiamo essere attenti ad osservare e preferibilmente dilazionare le nostre conclusioni per evitare di dover poi smentire noi stessi.
      Quanto al fascino .... lì l'osservazione va a farsi benedire :-D e passiamo ai colpi di fulmine poi altro discorso ...
      Buon pomeriggio a te.

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