Laura Boldrini alle prese con la lingua italiana

Ha torto o ha ragione la presidente della Camera, Laura Boldrini, ad insistere sui problemi che la lingua italiana presenta nell'adattarsi al genere femminile?

La tematica è già da un pò di tempo al centro di polemiche e sarcasmi di varia natura e, come spesso accade in queste cose, si è registrata di recente una recrudescenza di critiche ed ironie sull'argomento in seguito alla presentazione di un libricino, una sorta di vademecum, "Donne, grammatica e media" di  Cecilia Robustelli.
Il testo è stato presentato alla Camera dei Deputati ieri proprio dalla presidente e ....  la stampa dei diversi orientamenti culturali e politici sembra si sia in buona parte schierata.

Voi mi direte:
"Ma allora se la stampa di diverso orientamento politico si è schierata, chi a favore e chi contro l'iniziativa della Boldrini, sta a vedere che ha proprio ragione lei nel sostenere che il linguaggio riferito al genere è una scelta politica?"
Eh si, la vostra domanda sembra si avere fondamenti logici e tuttavia è anche capziosa: stabilire sul piano scientifico un nesso causa effetto non è cosa semplice!


Leggevo ad esempio oggi sull'Ansa, di una ricerca italiana (vedi che vanno a pensare questi italiani: sempre la stessa cosa!) secondo la quale le donne che mangiano più mele sono anche animate da un maggiore desiderio sessuale ed una migliore capacità di godere del sesso. Insomma la famosa mela di Eva sarebbe afrodisiaca per le donne, il che, è pur vero,  spiegherebbe la disobbedienza biblica, ma come faccio io a dimostrare che l'associazione [più mele <-> più e/o miglior sesso] contenga un nesso di tipo causale ed anche in quale direzione vada quel nesso? Chi mi dice ad esempio che le  caratteristiche di temperamento che rendono una donna più calda sessualmente non siano anche quelle stesse che le fanno prediligere la mela per il sensuale piacere di morderla? Dico questo solo per pensarne una, ad esempio.
Per dimostrare la causalità del nesso e la sua direzione bisognerebbe isolare tutte le variabili o standardizzarle in due gruppi, preferibilmente con sperimentazione in doppio cieco etc, etc, come già si sa ed il fatto che la florizina contenuta nelle mele sia simile all'estradiolo non so che significato possa avere esattamente e quanta ne sia effettivamente assorbita,  né oso immaginare cosa potrebbe accadere ai consumatori/trici di polli allevati a furia di antibiotici ed ormoni ....


Insomma non voglio dilungarmi e mi scuso per la digressione (ma era carina) fatto sta che stabilire un nesso causa-effetto non è un giochetto da poco, almeno sul piano scientifico. La scienza è peggio della giustizia e della magistratura: vuole prove concrete ed inconfutabili e dico peggio perché le vuole riproducibili sperimentalmente, dettaglio che la giustizia ci risparmia, anche perché di certo non sarebbe etico dimostrare la riproducibilità dei reati: insomma ognuno c'ha i guai suoi e anche noi donne c'abbiamo i nostri, come volevasi dimostrare appunto ...

Allora, secondo la Boldrini uno dei guai che abbiamo sta nella lingua italiana ed è da tempo che si batte per cambiarla e volgere in maniera decorosa al femminile una serie di sostantivi, in specie quelli che indicano prestigiose professioni e per i quali la lingua italiana si trova sprovveduta a causa della eredità culturale della religione e del patriarcato che ha relegato per secoli le donne al lavoro di cura familiare e domestico.
Per questo ha presentato questo libro (che io non ho letto): l'autrice del testo, la Robustelli, è una docente universitaria di linguistica a Modena e la prefazione è scritta da Nicoletta Maraschio, presidente dell'Accademia della Crusca. Insomma uno spiegamento di autorità culturali del settore (autorità è un sostantivo di genere femminile per la cronaca, cioè per la grammatica, ma astratto e quindi appartenente all'Olimpo della Cultura e non ai comuni mortali).

Ecco che ora  c'è chi ci lascia intendere tra le righe che in Italia ci sarebbero ben altri problemi di cui occuparsi che non la grammatica e che non ha senso spendere energie in questa direzione ed altri che invece considerano santa la guerra di Boldrini, quasi una novella Giovanna D'Arco: io non saprei.
Il libro un pò mi incuriosisce, ma non sono sicura di riuscire a leggerlo per intero, avendo gettato alle ortiche parecchi testi di metrica, stilistica et similia, che alla fine risultano noiosi (perché pallosi non si può dire in italiano!).

I maggiori cambiamenti del nostro linguaggio sono sempre stati consacrati dall'uso, più che essere calati dall'alto, a volte perfino dall'ignoranza e penso a cose come: obiettivo ed obbiettivo ad esempio, ma è pur vero che alcune modificazioni sono state invece volute sulla base di motivazioni legate all'etica ed al decoro e penso a cose come: handicappato -> portatore di handicap -> disabile -> diversamente abile, giusto per dirne una. Il fatto è che esistono formulazioni verbali che col tempo assumono valore dispregiativo e svalutante, come è anche accaduto in parte alla (grammaticalmente corretta) desinenza -essa, che in lingua italiana dovrebbe volgere al femminile una parte dei sostantivi maschili.

Ma in fondo non occuparsi del linguaggio o considerarlo irrilevante è un pò come credere che la cultura non serva a nulla, perché il linguaggio è proprio ciò che fonda la nostra cultura ed anzi ne rappresenta la sua espressione più immediata ed anche la più diffusa e profonda: uno strumento che con le sue sfumature e valenze connotative più o meno implicite anche nelle parole che teoricamente dovrebbero limitarsi al solo denominare, di uso cioè denotativo, di fatto condiziona il pensiero e l'atteggiamento mentale di chi quel linguaggio lo usa ...

Ma voi cosa ne pensate? 

Commenti

  1. Adamo fu creato ad immagine di Dio, egli era uomo semplice, puro e casto, poi arrivò Eva, e s'arrevutaje 'o Paraviso... ^_^

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    1. Uhm, Questa è la storia che hanno scritto gli uomini Jennaro! :-D
      Ciao! Buongiorno!

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  2. Clara, visto che la cultura è non importante ma importantissima, io credo che prima di cambiare la desinenza ad alcune parole, sarebbe essenziale insegnarlo questo benedetto e stramortificato italiano,
    Non credo di avere una proprietà di linguaggio degna di Dante Alighieri però mi piacerebbe sentire un italiano decente quando ascolto qualcuno. Soprattutto tanti giovani che iniziano la frase con cioè e poi vanno avanti sulla stessa falsariga.
    Capisco non avere idee o averne poche ma molto confuse, però....
    Mi piacerebbe che si dicesse "andare ad incontrarlo" e non "andarlo ad incontrare" riferendosi al fatto che si va per incontrare una persona.
    Mi piacerebbe che i xkè e i ki da sms sparissero in ogni altro posto.
    Che d'altronde avesse l'apostrofo come un po'...
    Una volta stabilito quale è veramente l'italiano da usare, poi si penserà ai neologismi, alle desinenze da variare in base al sesso, eccetera.

    ps e noi, come dobremmo essere chiamate, blogger o bloggeresse? Ah, no! Questa è una parola inglese e non rientra nel problema.... ;)
    Ciaooo


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    1. Ciao Patricia! Blogger per me va benissimo! Certo l'italiano ha bisogno di una ripulita generale, questo è sicuro :-) Grazie! Buona serata.

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  3. Buongiorno Clara,
    ho iniziato con un saluto in madre lingua proprio per farti notare che tendiamo a far propri altri modi come il bel Namastè che se non ricordo male deriva dallo Sanscrito e racchiude molti significati della cultura orientale.
    Molti termini, di uso comune sono di derivazione anglofona e li utilizziamo magari senza saperne il reale significato ma perché fa fico e dà quel senso di acculturato.
    Fra i blog recenti, che ho iniziato a frequentare, e alla Fanciulla gliel'ho anche fatto notare di aver fatto una fatica improba a leggere tutto il suo Articolo in cui la k sostituisce il nostro bel che...
    Non ne conosco l'età, ma accidenti che storpiatura della nostra amata e vituperata lingua. Va bene, che faccio parte della generazione che aveva imparato che il latino lo si gestiva solo con delle buone basi di analisi logica ma quanta pazienza ci vuole per una convivenza civile.
    Indubbiamente molte figure Non hanno il termine al Femminile ma non mi sembra che sia poi questo grande dramma considerando le molte sfaccettature permesse ad esempio un Presidente se viene accompagnato da la Signora o da il Signor non ha certo bisogno di coniare la parola Presidentessa non ti pare ?
    Buona Giornata. :-)

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    1. Ciao Mauri, io credo che l'adattamento linguistico avverrà insensibilmente nel parlato, come sempre è successo nella storia e .... spero di salvare il ch, ma su questo non sarei pronta a bruciarmi le mani!
      Buona giornata e grazie!

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