Cosa si mangia? Parliamo tanto di cibo, ma non di tanto cibo ... (riciclo degli avanzi)

Allora, cari amici ed amiche: rieccoci alla nostra nota festa gastronomica domenicale.
Ci siamo tutti (o quasi) cimentati ai fornelli oggi con successo variabile, secondo l'appetito dei commensali e la nostra abilità. Qualcuno di voi potrebbe giustamente domandare:
- ma non basta che abbiamo dovuto cucinare? Dobbiamo pure parlarne?
Non so se effettivamente dobbiamo parlarne: per elaborare una risposta dovremmo operare calcoli complicati per misurare e combinare nei diversi risultati possibili, i nostri coefficienti masochistici, narcisistici, creativi e maternalistici, ma insomma sarebbe un calcolo complicato e noi vogliamo parlare di cucina, mica di matematica, vero??!

Tanti anni fa, ma proprio tanti, nelle scuole dell'obbligo esistevano due materie differenziate per genere (maschi e femmine) i ragazzi studiavano applicazioni tecniche (con la speranza che prima o poi avrebbero imparato a piantare un chiodo nel muro) e le ragazze invece economia domestica (per insegnare loro a diventare buone ed oculate massaie ed a farsi bastare il loro budget economico casalingo: operazione delicata di questi tempi).
Io personalmente me le sono persa le lezioni di economia domestica, dato che la diversificazione era già stata eliminata, quando ho frequentato la scuola media, sicché da questo punto di vista, posso essere considerata un'autodidatta.

Si fa un gran parlare di questi tempi dello spreco alimentare e dell'importanza di ridurlo al minimo possibile in modo da evitare gli inquinamenti legati allo smaltimento di eccessive quantità di rifiuti, favorire la redistribuzione equa delle risorse alimentari e risparmiare con beneficio delle nostre tasche.
Mia nonna esprimeva questa esigenza con antica semplicità: mi ha insegnato ad esempio che è peccato gettare via il pane, perché c'è gente che non ne ha ....
Certo che per lei era più facile, visto che viveva in campagna e possedeva un pollaio, ma noi che viviamo in uno dei soliti alveari cittadini come potremo cavarcela?
Ho imparato alcune cose (sempre da autodidatta) e provo a proporvele, anche se non immagino siano grandi scoperte.
Pane raffermo: questo alimento si presta ad una innumerevole quantità di riutilizzo, il pane raffermo può essere lasciato nell'acqua per almeno una mezz'ora quindi va privato della crosta e la mollica va strizzata e sbriciolata. In questa forma è un ingrediente base per la preparazione di polpette, polpettoni e farciture di vario genere (peperoni e melanzane imbottite, pomodori e funghi imbottiti e via dicendo): se avete intenzione di servirvene in questo modo dovete conservarlo in un sacco di tela, l'areazione ne facilita l'indurimento e previene la formazione di muffa, che spesso invece compare se il pane è conservato in un sacco di plastica che ne trattiene l'umidità. Diversamente il pane può essere tagliato a fette e tostato in forno: se si tratta di pane di uno o due giorni è ideale per la preparazione di bruschette, se invece il caso è più serio, suggerisco dopo la tostatura di frullarlo ed ottenerne pan grattato, altro ingrediente base per molte preparazioni.
Pasta avanzata: se si tratta di maccheroni, purché non siano eccessivamente conditi di sugo, li si può consumare facendoli fritti, vi assicuro che il maccherone fritto croccante e soffice è assai meglio delle patatine ed è gustosissimo, ma naturalmente il riciclo può essere anche fatto aggiungendo alla pasta al pomodoro uno spruzzo di besciamella, spolveratina di parmigiano, tocchetti di mozzarella e gratinando quindi al forno in terrine monoporzione (non sarete di quelli che ripresentano gli avanzi come tali, vero? Sarebbe avvilente!).
Nel caso si trattasse di spaghetti, invece, nulla vi impedisce di preparare una classica frittata di pasta, aggiungendo uova sbattute, formaggio, pepe e qualche tocchetto di salame o pancetta.
Riso avanzato: si presta a preparare delle squisite arancine, mescolate con uova sbattute e parmigiano grattugiato, farcite internamente con mozzarella, prosciutto e pisellini, chiudete a formare una pallina, passate nel pan grattato e friggete. Potete anche passarlo per il forno utilizzando la classica ricetta del sartù.
Carne e pesce: ... insomma, ma quanta roba vi avanza? Naturalmente dipende molto da cosa avanza e come era stato preparato, ma valgono alcune regole comuni, la carne, ma soprattutto il pesce vogliono un tempo di cottura giusto, viceversa una cottura troppo lunga le asciuga, le dissecca e ne fa perdere il gusto. Vale di conseguenza la regola di preparare un qualche nuovo sughetto, facendolo cuocere da solo a parte ed aggiungere la pietanza solo alla fine, il tempo giusto di scaldarla. Risulta abbastanza facile convertire alla pizzaiola (pomodoro, basilico, origano,  aglio ed olio extravergine) le carni affettate, pulire e sminuzzare le polpe di crostacei e pesce per farne sughi particolari o frittelle.
Insomma mettete anche voi un pò di fantasia e liberate la vostra creatività!
Buona cena a voi tutti :-))


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