Economia criminale: il primato alla Lombardia

170 miliardi di euro l'anno è il volume d'affari  stimato dalla Cgia di Mestre per l'economia criminale in Italia: sono state inseriti nel computo solo le transazioni illecite come traffico di armi e di droghe, sfruttamento della prostituzione, ricettazione, contrabbando e smaltimento illegale di rifiuti, mentre sono stati esclusi un'altra categoria di reati, quelli più violenti,  come estorsioni, rapine, furti ed usura.
Le stime di un fatturato annuo di 170 miliardi  sono state elaborate dalla Cgia sulla base di dati resi disponibili dalla Banca d'Italia.
Le regioni italiane maggiormente interessate dal fenomeno sono in ordine di intensità della contaminazione dell'economia da parte del malaffare:


  1. Lombardia
  2. Lazio
  3. Campania
  4. Veneto
  5. Emilia Romagna
La Banca d'Italia normalmente è tenuta a denunciare le operazioni sospette ed il numero di segnalazioni pervenute negli ultimi anni alla Uif (Unità di informazione finanziaria) della stessa banca è andato crescendo negli ultimi anni, con un incremento registrato tra il 2009 ed il 2013 del 212%: dalle 20.660 del 2009 si è arrivati alle 64.415 del 2013.
La Uif ha il compito di approfondire le operazioni indicate come sospette ed in caso di conferma delle irregolarità di denunciare ai competenti corpi di polizia (guardia di finanza e Dia).

Presumibilmente quindi i dati analizzati dalla Cgia riguardano solo la parte emersa del malaffare e potrebbero quindi risultare sottostimati.

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