Codacons: crollo dei consumi, 80 euro goccia nel mare

Non c'è spazio per i mezzi termini nel comunicato stampa che la Codacons ha pubblicato questa mattina sul sito: nel giro di 7 anni, dal 2007 ad oggi i consumi sono crollati con una riduzione complessiva pari ad 80 miliardi di euro,  mediamente ciascuna famiglia a tagliato le spese di 3.000 euro, il corrispondente di 1.300 euro a testa includendo nel computo anche i neonati.
Gli italiani hanno risparmiato sui trasporti (-23%) abbigliamento e calzature (-17%) arredi ed elettrodomestici (-12%) ed infine alimenti (-11,5%).
In compenso nello stesso lasso di tempo è raddoppiata la disoccupazione, 6,1% nel 2007 e 12,6% attualmente con un numero assoluto di disoccupati che è passato da 1.506.000 del 2007 fino ai 3.220.000 registrati attualmente.

Le condizioni sociali degli italiani sono drammatiche ed al calo dei consumi contribuisce il clima di incertezza per il futuro: coloro che possono cercano di tenere qualche risparmio disponibile per necessità o emergenze perché non si sentono affatto tutelati dai servizi di assistenza pubblici.

La situazione dell'assistenza pubblica in Italia infatti è particolarmente critica per la crescita sia della disabilità (attualmente circa 4.100.000 persone) che del numero di persone anziane non autosufficienti (oltre 500.000 già nel 2012 ed anch'essi in aumento). Il welfare pubblico già ora non è in grado di rispondere a tutte le esigenze di assistenza sociale e sanitaria dei cittadini teoricamente aventi diritto e le previsioni non sono favorevoli per il futuro per l'aumento previsto sia degli anziani non autonomi che della disabilità. Secondo i dati Censis dello scorso luglio il 72%  delle famiglie italiane sarebbe in difficoltà se dovesse affrontare spese sanitarie impreviste.

Questa è la situazione che sta alla base della crescente attitudine al risparmio degli italiani: ciò che viene risparmiato sulle spese familiari si cerca di tenerlo da parte per le eventuali necessità od emergenze. Il presidente Codacons, Carlo Rienzi, afferma che il bonus da 80 euro non è che "una goccia nel mare" ed a sua volta desidera portare una propria proposta al governo per stimolare i consumi e far ripartire mercati ed economia in Italia.

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