La guerra giusta: combattere la fame!

Due giorni fa, il 16 settembre, fa la FAO (Food and Agricolture Organization of the United Nations) ha pubblicato il suo ultimo rapporto sul problema della fame e della denutrizione nel mondo: attualmente risulta che sono 805 milioni le persone  che soffrono di denutrizione cronica, circa una persona su nove. Il dato, benché tutt'ora troppo elevato, è da considerarsi positivo nel senso che è stata registrata una riduzione del numero di persone sotto alimentate di ben 100 milioni negli ultimi 10 anni e di 200 milioni nel confronto con l'anno 1992. Questo farebbe ben sperare per il raggiungimento dell'obiettivo di sviluppo del millennio, ovvero dimezzare il numero di persone che soffrono la fame entro il 2015. Dei paesi in via di sviluppo sono 63 quelli più virtuosi, che cioè hanno già raggiunto questo obiettivo.
La possibilità di ottenere una nutrizione adeguata è migliorata in America Latina ed in Asia meridionale favorendo la possibilità di accedere a fonti alimentari anche nelle zone più povere e decentralizzate.

Malgrado i progressi comunque, 805 milioni restano un numero elevatissimo e non accettabile per cui si prevede uno studio dettagliato delle situazioni più problematiche, cui dovrebbero seguire politiche orientate al recupero nelle zone ancora molto disagiate.

Una situazione certamente grave è quella di Haiti dove oltre la metà della popolazione è cronicamente denutrita, mentre si combatte ancora per rimediare alla devastazione del territorio dovuta al terremoto del 2010.

La seconda conferenza internazionale sulla nutrizione si terrà a Roma, organizzata dalla FAO e dall'OMS, dal 19 al 21 novembre e  questi temi saranno all'ordine del giorno.

La Coldiretti nello stesso giorno della pubblicazione del rapporto FAO, il 16 settembre, ha risposto con un editoriale interessante: viene rilevato infatti che un terzo dei prodotti alimentari non vengono consumati, ma sprecati. Questo corrisponde ogni anno ad 1,3 miliardi di tonnellate di cibo buttato via e che secondo Coldiretti, basterebbe a sfamare tutte le persone che nel mondo soffrono di denutrizione!
Nello specifico, stando ai dati Coldiretti, lo spreco alimentare è giunto a 670 milioni di tonnellate nei paesi industrializzati e 630 milioni di tonnellate nei paesi in via di sviluppo: la insostenibilità ambientale di un tale sciupio si denuncia da sola, infatti per ogni anno il cibo prodotto, ma non consumato disperde nell'ambiente 3,3 miliardi di tonnellate di gas serra, sfrutta 1,4 miliardi di ettari di terreno agricolo e consuma inutilmente immense risorse idriche.

Il cosiddetto land grabbing, ovvero l'acquisto da parte delle multinazionali dei migliori terreni dei paesi in via di sviluppo (cui è conseguito un maggiore impoverimento ed una crescita della fame nelle popolazioni locali) ha finito per danneggiare tutti sia i paesi ricchi dove si soffre di obesità che quelli più poveri: la redistribuzione delle risorse alimentari del pianeta, dunque sarebbe la linea politica da mettere in primo piano per tutti i governi a livello globale.

Insomma se mai dovesse esistere una guerra giusta, questo sarebbe appunto il caso ...

Commenti

  1. Tutte le guerre hanno un unico scopo finale: il miglioramento della potenza militare economica o ideologica. La "guerra" auspicata dall'articolo non porterebbe giovamento a nessun paese ricco quindi accontentiamoci di questi dati che seppur spaventosi sono già un pò meglio di quelli rilevati in passato.
    Si ma che tristezza...

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    Risposte
    1. La tensione dell'essere umano è sempre quella di evolvere e migliorare: fino ad oggi gli uomini hanno creduto e continuano ancora a credere che il miglioramento consista nel prevalere e sopraffare gli altri: per questo ci sono guerre e fame. Io spero che in una civiltà più avanzata culturalmente l'uomo arrivi a capire che migliorarsi ed evolvere significa preservare gli equilibri, non privarsi delle risorse che possono apportare gli altri, quando non vengano sopraffatti e massacrati dalla fame e dalla guerra. L'esistenza istituzionale di organizzazioni di respiro mondiale rappresenta un ponte verso la lungimiranza che la politica dovrebbe imboccare ... io spero, ma non so: a volte l'umanità è avvilente! Grazie Moreno. Buona serata! :-)

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